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Project Third Eye demonstrates that together we can change lives. I believe It’ll open more than just eyes, it’ll open hearts.”

Michael Tan, Executive Director
Society of the Visually Handicapped, Singapore.

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StarHub Mobile è una delle maggiori telco di Singapore con oltre 2.2 milioni di utenti (su un totale di 7.4 milioni) in una nazione che conta poco più di 5 milioni di abitanti.
Third Eye Project – uno dei progetti più partecipativi di quelli presentati al 60° Festival della Pubblicità di Cannes – per essere efficace ha proprio bisogno di una base di utenti così grande. Vediamo come.

Il Third Eye Project cerca di coinvolgere tutti gli utenti di StarHub (ma anche quelli di altre compagnie) in un progetto di micro-volontariato che va oltre alla Corporate Social Responsability. Crea infatti una sinergia speciale non solo tra il brand e i propri clienti, ma anche tra quelli più fortunati e quelli che lo sono meno, come quelli affetti da minorazioni della vista.
Non è uno dei doveri principali di una telco mettere in comunicazione persone diverse?

Studiato per contrastare l’isolamento sociale sperimentato da chi non può vedere, il progetto cerca di colmarlo grazie alla descrizione del mondo a cura di migliaia di volontari che operano in crowdsourcing grazie a una App per iOS e Android e alle funzioni di accessibilità degli smartphone.

La video case history, è molto chiara.

Il meccanismo attraverso il quale i minorati della vista affidano al crowdsourcing la loro percezione del mondo è molto semplice, come avete visto.

Grazie all’App l’utente scatta un’immagine di qualsiasi cosa con un tocco. L’immagine è immediatamente condivisa alla rete di micro-volontari che invia la descrizione all’utente che ne potrà usufruire grazie alla funzione text-to-speach.
Per prevenire gli abusi Third Eye adotta le policy delle community di Facebook e YouTube e i volontari sono privati di ogni responsabilità potendo riportare usi fraudolenti e risposte calunniose.

Third-Eye_Starhub-Mobile_Singapore_Case-chart-via-Partecipactive

L’iniziativa trasforma l’onnipresenza dei device mobile in un vero social network che rende più luminosa e colorata la vita di migliaia di persone grazie a scampoli di tempo libero.

StarHub Mobile ha 2.2 milioni di abbonati. Fate voi il calcolo di quanto tempo si potrebbe dedicare al progetto se ognuno di loro partecipasse per solo 10 secondi al giorno.

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Il progetto è a cura di DDB Group Singapore e ha vinto un Silver Lion nella Categoria Mobile dei Cannes Lions 2013. Video e immagini sono tratti dalla case history pubblicata dall’agenzia.

Pibal_bicicletta_monopattino_bordeaux_Design_Starck-via-Partecipactive

Come l’anguilla, ondeggiando e burlandosi della corrente Pibal risponde ad una nuova ergonomia urbana per una transazione laterale che permette di pedalare su un lungo percorso, di pattinare su una strada pedonale e di camminarle di fianco e trasportare un bambino o un carico sulla piattaforma.

Non ha che la bellezza della sua intelligenza, della sua onestà, della sua durabilità. Semplice e affidabile, è il nuovo amico al servizio delle aspettative future di Bordeaux”

Philippe Stack

Che aggiungere alla parole di Philippe Starck riguardo alla nuova Pibal City Streamer? Il rationale a me pare perfetto!

Forse che il progetto dell’innovativa bicicletta/monopattino che andrà a costituire la nuova flotta del bike sharing di Bordeaux, è  stata progettata grazie ai consigli e ai suggerimenti degli stessi cittadini.
Persone che conoscono perfettamente esigenze e desideri della quarta area metropolitana più popolata di Francia, ma anche una delle capitali della bicicletta visto che il 10% degli spostamenti avviene in bici.

Tutto è iniziato alla prima edizione del Cyclab nel 2010, dove il sindaco Alian Juppé ha lanciato un appello per realizzare una nuova bicicletta adatta alle esigenze della città. Appello colto da Philippe Stark nel 2012, ma anche da oltre 300 internautes che attraverso il sito Je participe hanno contribuito a realizzare l’idea presentata dal noto designer d’oltralpe alla seconda edizione della manifestazione.

je-participe---bordeaux---via-partecipactivePibal_Starck_ presentazione progetto_ 2012_ Stark

Je participe è la piattaforma di consultazione del Comune di Bordeaux che permette ai cittadini di andare oltre alle consultazioni live del condominio e che permette di esprimere la propria opinione per questioni che hanno a che fare con l’intera comunità.

Un meccanismo che non dovrebbe essere solo un esempio esotico, ma qualcosa da citare ogni volta che si afferma che questo è possibile – e in questo modo – grazie a Internet e alla volontà delle amministrazioni pubbliche.
Inutile chiedersi quanti comuni italiani hanno creato qualcosa di simile anche se in molti immagino, hanno ben presente cosa significa la democrazia diretta.

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Quello che è successo dopo la sfida raccolta da Stark e al contributo dei cittadini lo avete appena visto nel video pubblicato qui sopra: il prototipo è stato presentato alcuni mesi fa (febbraio 2013) alla quarta edizione del Cyclab.

Se però avete fatto caso al video (e senza togliere nulla ai cittadini inventori) gli attori principali sono diventati 3; oltre a Juppè e a Starck c’è anche Sandrine Bouvier, Product & Marketing Manager di Peugeot Cycles.

Segno che se dietro a queste operazioni non c’è un’azienda illuminata che mette a disposizione i fondi necessari alla ricerca – e a quanto ne consegue – non si va da nessuna parte.

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Concludo con i commenti in lingua originale dei 3 maggiori interpreti. C’è tanto da imparare.

C’est de l’analyse des nombreuses réponses des citoyens bordelais, réponses diverses, constructives et intelligentes et de la spécificité de Bordeaux, qu’est partie l’idée nouvelle de ce moyen de locomotion. Cette ergonomie révolutionnaire semble être une réponse inventive et juste aux nouvelles questions posées notamment par les zones piétonnières”.

Philippe Starck, Ineguagliabile Designer

Bordeaux est une ville où le vélo, sous toutes ses formes, occupe une place de plus en plus grande. Nous agissons tous aujourd’hui en faveur de la pratique cyclable. Industriels et politiques, designers et usagers, je m’en réjouis. Au-delà des réalisations engagées, il me semble nécessaire d’ouvrir à présent une réflexion prospective : il nous faut penser le futur du vélo. Le défi climatique et les autres enjeux écologiques, nous poussent à engager cette préparation de l’avenir, pour qu’un essor amplifié de son usage s’inscrive dans notre quotidien. Ce nouveau vélo y contribue”.

Alain Juppé, Sindaco di Bordeaux

Nous sommes ravis d’être associé au projet initié par la mairie de Bordeaux pour multiplier les modes de déplacements urbains. Innover en permanence dans la mobilité fait partie des grands défis de la marque depuis le lancement du service Mu by Peugeot en septembre 2009. Réussir à produire la vision de Starck selon les critères bordelais est pour nous passionnant”.

Sandrine Bouvier, Product & Marketing Manager Peugeot

Fonti: Je Participe, Weelz, Bordeaux.fr, Blog Peugeot.

Filantropia e porno, due argomenti all’apparenza distanti ma non poi così tanto. Ne ho scritto di recente a proposito di Come4.org, un progetto che nascerà grazie alla filantropia collettiva del crowdsourcing per poi diventare una vera fonte di charity; ne riparlo ora a seguito dell’iniziativa di PornHub.

PornHub è uno dei primi 3 siti al mondo per popolarità e numero di visitatori. Ottobre è invece il mese della prevenzione del tumore al seno e per questa occasione PornHub ha creato un’inziativa semplice quanto efficace. Date un’occhiata all’homepage dell’iniziativa, dopotutto bastano poche parole.

Per contribuire a Save the boobs non ci vuole molto: basta collegarsi al sito, scegliere i video contrassegnati nelle categorie big-tit o small-tit e guardarli. Ogni 30 video visti verrà versato un centesimo di Dollaro.

“the more boobs that are viewed, the more money that will be showered upon the [Foundation].”

Si, ma siamo sicuri che qualcuno li accetterà? :-)

La fondazione scelta da PornHub era la Susan G. Komen Breast Cancer Foundation o più semplicemente la Komen, famosa anche per Race for the Cure.

Peccato che abbiano rifiutato i proventi perchè generati – forse – con le mani sozze! Probabilmente non è vero che i soldi non hanno odore: c’è chi bada anche alla loro densità!
O forse erano pochi i 10.000 euro raccolti a tutt’oggi?
Se un giorno farete un progetto di charity non pensate che i soldi li prenderà chiunque, perchè non è così! Conta da dove provengono, i soldi hanno davvero un odore, soprattutto etico. Se volete approfondire questo aspetto leggete qui e qui, oppure chiedete ai ragazzi di Come4.org che non sono stati presi in considerazione da Kickstarter!

Pornhub, uno dei 70 siti più visti al mondo, non è nuovo a iniziative benefiche che riguardano le tette e che forse metterà a tacere chi pensa che sia solo momentanea pubblicità, basti pensare al Boob Bus by Bree Olson in giro negli USA dall’aprile scorso.

Bree Holson, volto della campagna di PornHub per la prevenzione del cancro al seno usa la sua notorietà per portare la cittadinanza a contatto con un’esame che può essere eseguito anche in un camper e in grado di contrastare un tumore che rappresenta il 25 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne.

Sicuramente metterà con il suo davanzale in secondo piano il Dottor David Shaffer ma solo sulla stampa, non certo nell’ambulatorio del camper e in relazione alla sua esperinza diagnostica!

Come tutti alla domenica ci sentiamo più buoni e ci occupiamo di nobili cause e io ho già dedicato il post della settimana a Freerice (che festeggia nei prossimi giorni la sua chiamata alle armi con il progetto 6 degress of Freerice), ma la scoperta di Sevenly.org è troppo ghiotta e non posso fare a meno di parlarvene ora.

Vorrei farlo senza scrivere utilizzando i video che ho trovato e le infografiche presenti nel sito. Ci proviamo?

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Tutte le immagini e le infografiche sono tratte dal sito Sevenly.org
Grazie al retweet di Chris Brogan per la segnalazione.

Ci si chiede spesso se sia giusto o meno denunciare online episodi che hanno a che fare con l’evasione fiscale e se sia giusto o meno fare nomi.

E’ di oggi l’articolo (qui) di Philip Di Salvo su Daily Wired (che cita anche Partecipactive e che ringrazio pubblicamente) che mette a confronto l’opinione del fondatore di Evasori.info espressa nell’intervista per il mio blog (qui) e quella di Luca Faenzi nel suo articolo su Linkiesta (qui). Ho inviato immediatamente il link all’anonimo Prof. che mi ha risposto via Facebook:

Grazie! Ma il confronto non e’ proprio giusto — io parlo di Evasori.info che rispetta l’anonimato dell’evasore mentre l’altra opinione parla di delazione…

Io sono completamente d’accordo con il Prof, la mia opinione l’ho espressa quando ho recensito Tassa.li (qui) criticando l’eccessiva accuratezza del geotag fornita dall’applicazione. Queste applicazioni/iniziative devono esistere allo scopo di aprire le coscienze della gente, non per denunciare pubblicamente, per quello basta recarsi alla Guardia di Finanza.

Servono a far capire a tutti che se permettiamo ad altri di evadere, saremo noi a pagarne le conseguenze (pagheremo noi le tasse che altri non hanno pagato). E’ semplice da capire, basterebbe superare la vergogna di richiedere quello che ci è dovuto, scontrino o fattura che sia.

Ma se vediamo le cose da un’altro punto di vista è giusto fare i nomi! Non mi sto contraddicendo, sto parlando di un sito che ho conosciuto oggi grazie all’articolo di Philip.

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Si tratta di Nonevado.it, una piattaforma che vuole premiare chi lo scontrino lo fa davvero, invitando a combattere l’evasione acquistando solo da aziende e professionisti onesti. Il sito permette di cercarli nel suo motore di ricerca e invita a trovarne altri.
Le intenzioni del sito sono perfettamente espresse nella citazione di Lev Tolstoj presente alla voce “segnala un onesto” che vi ho riportato. Ma soprattutto nelle intenzioni dei creatori, ancora una volta anonimi, Ernesto e Alessandro:

Il sito nasce per fornire ai cittadini uno strumento per segnalare e trovare attività, professionisti, commercianti onesti, ossia che non evadono le tasse.
Insomma gente che emette sempre lo scontrino/fattura.
Più il sito sarà usato e maggiore risalto daremo al popolo dei “non furbi”, quelli che non penserebbero neanche per un istante a dire l’orribile frase: con fattura o senza?
E’ arrivato il tempo di spendere responsabilmente, è ora di stanare gli onesti.

Il pensiero laterale, il vedere le cose da un altro punto di vista, porta sempre ricchezza e nuove modalità.
Però se gli obiettivi sono comuni non fa differenza.
L’importante, per combattere le ingiustizie, è partecipare. In un modo o nell’altro.

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