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Il sogno di ogni amante del gioco del calcio è quello di possedere una squadra vera come hann ofatto Berlusconi, Briatore, Abramovich, gli Agnelli, i Moratti, lo sceicco Mansour e anche Elton John.

Il sogno di ogni tifoso è invece quello di poter esprimere la propria opinione sul gioco della squadra, sull’allenatore, i giocatori da comprare e la formazione da mettere in campo.

La online community Myfootballclub li ha realizzati entrambi. Ha trasformato i fan in proprietari e consulenti di una vera squadra professionistica di calcio inglese, l’Ebbsfield United.


Tutto inizia nel 2007, quando l’ex giornalista Will Brooks lancia un’idea attraverso un sito: riunire una community di 50.000 fan, raccogliere 1.375,000 £ e comprare insieme una squadra di calcio.
Da qualche parte ho letto che l’intento era quello di comprare il Fuhlam, la squadra di Premier League rilevata poi da Mohamed Al-Fayed.
Forse i soldi non erano abbastanza…  e Will non si arrende. Coinvolge i 27.000 fan che si erano dimostrati disponibili al pagamento di 35 £ e raccoglie 700.000 £. E nel novembre 2007 la community My Football Club compra il 75% dell’Ebbsfield United (qui il sito), squadra che gioca nella Conference National, il quinto livello del calcio professionistico inglese.

Dopo aver comprato il club, i fan incominciano davvero a dare le loro preferenze: decidono quali giocatori acquistare, quali cedere e se l’allenatore deve restare. Quali maglie far indossare ai giocatori e persino che cosa mangiare allo stadio. Tutto attraverso il sito della community.

Il progetto va avanti, la squadra vince e il progetto viene imitato in diverse parti del mondo.
In Francia Web F.C. si dichiara predecessore del fenomeno ma non si sa quale sia la squadra, in Italia Squadramia compra il 10% del Santarcangelo Calcio 1926 ed è tutt’ora una realtà nei nostri campionati, in Israele si sviluppa un progetto simile che dura alcuni anni attorno all’Hapoel Kiryat Shalom F.C. ma a causa delle decisioni prese dai fan degli avversari (era possibile decidere le sostituzioni in tempo reale) il progetto fallisce. In Danimarca Mitsuperligahold prova a comprare un club di prima divisione, In Brasile Meu Time de Futebol ci è forse riuscito con il Maguary 1924,  in Giappone il Fujeida MYFC è completamente gestito dai fan.

Ma siccome a volte non tutto va come ci si immagina, dopo un anno dall’ownership dell’Ebbsfiels United da parte di MyFC, la community si riduce da 32.000  a 3.500 fan.
Tragedia? Fine di un sogno?
No, un fatto perfettamente naturale quando si ha a che fare con delle community, con la certezza che i presupposti possono andare avanti grazie all’impegno dei super sostenitori e dei fan più fedeli. Segno che le modalità possono cambiare, ma che se esiste una motivazione forte, tutto procederà nel migliore dei modi. The fleet e i suoi fan, sono infatti ancora lì a sperare di giocarsi un giorno la Premiere League.

E noi, cosa aspettiamo a comprarci il Perego Riazor?

2 anni fa in questi giorni moriva in circostanze poco chiare Michael Jackson, il Re del Pop.
La radio belga Studio Brussel, a solo una settimana dalla prematura e improvvisa scomparsa, decideva di commemorarlo con un’iniziativa partecipativa.
Nasceva così il sito interattivo Eternal Moonwalk realizzato dall’agenzia Mortierbrigade di Brussel.

Ai fan veniva richiesto di caricare un video, dove veniva richiesto come omaggio al loro idolo, di interpretare il Moonwalk, il passo di danza reso celebre da Michael. Potevano farlo in qualsiasi modo – lo si vede nel video – per creare il più lungo Moonwalk della storia. Unica condizione eseguirlo da destra verso sinistra.

Più di 15.000 film uploadati, più di 45 chilometri di moonwalk. 3.960.000 visitatori unici da tutto il mondo, record di tweet per 3 giorni, più di 120.000 recensioni nei blog, 1.850.000 ricerche su Google, più di 7 minuti spesi mediamente nel sito.
Segno che quando i fan ci si mettono, ottengono risultati straordinari.

Per gli amanti dei premi, ricordo che nel 2010, Eternal Moonwalk ha vinto un Gold Lion nel Direct e un Silver Lion nel Cyber al Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes.

Kapipal, la piattaforma di crowdfunding italiana creata nel 2009 da Alberto Falossi (docente all’Università di Pisa e consulente per l’utilizzo del Web 2.0 e dei social media in ambito aziendale) presenta nel sito un Manifesto dedicato al Crowdfunding che ne riassume perfettamente i principi:

Fiducia, amici veri e diffusione dell’idea. Figata. Non smetterò mai di sostenere che fiducia e onestà non sono solo alla base del crowfunding, ma di tutte le attività sociali via Internet.

Kapipal può accogliere proposte di finanziamento di qualsiasi tipo di progetto – ovviamente deve essere legale – e si è specializzato nel tempo in progetti personali, dalla lista nozze alla raccolta di fondi per un’operazione medica.

E’ proprio l’aspetto personale ha messo in evidenza Kapipal tra le piattaforme di Crowfunding. La sua funzione si esprime soprattutto in un network locale, dove si conoscono le persone e ci si fida di più, come da punto 4 del Manifesto e base dei fondamenti di Crowdfunding.

Come si evince dal naming, i fondi vengono raccolti tramite PayPal e anche questa, è una buona idea.

Se volete approfondire, del Crowfunding ne ho parlato anche qui.

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Ideato nel 2009 dopo un paio di esperimenti altrettanto affascinanti (In Bb e Marker Music)  da Darren Solomon per Science of Girls, Bb 2.0 è un progetto di musica/parole sviluppato grazie al contributo degli utenti.

Darren ha chiesto a chi voleva partecipare al progetto, di pubblicare suYouTube dei video con delle semplici regole: cantare o suonare rigorosamente in Si bemolle maggiore, aspettare 10 secondi prima di iniziare, realizzare 1-2 minuti di video con semplici tessiture musicali, senza tempo e groove.

Nel sito Inbflat, 20 video realizzati dagli utenti, possono essere ascoltati in simultanea con risultati magici, inaspettati e ogni volta diversi. Le istruzioni sono semplicissime: play these together, some or all, start them at any time, in any order. Vale davvero la pena provare a suonare il proprio video.

Buon divertimento.

Nel 2009, la band musicale giapponese Sour, ha realizzato per il singolo “Hibi no Neiro” un videoclip assieme ai fans di tutto il mondo, che con direttive precise di sono filmati con le loro webcam. Tutte le riprese, montate assieme, hanno creato un video dal curioso aspetto estetico, di grande coinvolgimento e che cementa il legame tra la band e il suo pubblico più attivo e affezionato.

La band non è nuova a esperimenti nel campo dei videoclip con tecniche e immaginario del mondo digitale e di Internet, come il recente videoclip interattivo “Mirror”, singolo di lancio del loro terzo album.

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