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E se vi dicessi che basta rispondere correttamente a dei quiz che permettono di esercitarsi su lingue straniere, matematica, geografia, arte e chimica per combattere la fame nel mondo ci credereste?

Sicuramente si, dopo aver fatto conoscenza con il progetto Freerice.com 2.0.

Nel 2007, a John Breen, un programmatore originario di Bloomington nell’Indiana e conoscitore dei meccanismi di Internet, osservando il figlio che eseguiva i test attitutunali per il passaggio di grado scolastico, venne un’idea.

Un idea semplice quanto efficace: ispirandosi ai test dedicati agli studenti, decise di creare un sito utile a esercitarli, ma senza dimenticare un risvolto nobile: per ogni risposta esatta 10 chicchi di riso sarebbero stati inviati a persone in difficoltà nei paesi in via si sviluppo.

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Esercitarsi nello studio per far star meglio qualcuno più sfortunato di noi. Un bell’incentivo no?

Ma davvero basta rispondere a semplici quiz per sfamare milioni di persone che ne hanno bisogno? Certo che si, se tutto è organizzato alla perfezione sfruttando le peculiarità del web, a partire dal coinvolgimento.

All‘inizio occupandosene in prima persona (John Breen è davvero una grand’uomo), poi grazie all’aiuto degli sponsor e della pubblicità online (visto che il sito cresceva rapidamente in notorierà) Freerice.com e i suoi utenti hanno garantito la raccolta di fondi necessaria all’invio di riso a persone bisognose nei paesi in via di sviluppo come Myanmar, Nepal, Cambogia, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh e altri paesi.

Grazie all’abilità di John e alla tipologia del sito, gli inserzionisti pagano il costo del riso, della spedizione e tutte le spese che permettono a Freerice di stare online e alla community di crescere.

Le donazioni sono distribuite dal WFP dell’ONU (Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite) da subito partner a garanzia del progetto, ma non solo, è anche l’ente ufficiale che incoraggia le persone a visitare e partecipare a Freerice.com nel sito ufficiale. Date un’occhiata qui.

Ad oggi (5 febbraio 2012) sono stati donati 94.708.649.950 chicchi di riso (se volete conoscere l’incremento dei chicchi al giorno che leggerete questo post, cliccate qui). Significa che ad oggi 4.735.432 sono state sfamate per un giorno grazie al sito (si calcola che servano almeno 20,000 chicchi di riso per nutrire una persona per un giorno).

Sicuramente dal 7 ottobre 2007, giorno in cui è nato il sito, sono stati fatti diversi passi in avanti, soprattutto nelle iniziative speciali (tra poco ne conosceremo una) e la sua localizzazione. Dal 2011 infatti il sito è disponibile anche in francese, spagnolo, tedesco e italiano.

Barate pure se vi pare sui quiz, l’importante è partecipare! Ma loggatevi mi raccomando, se no, non invierete nessun chiccio di riso!

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Dal 6 all’11 febbraio 2012 è la settimana Freerice. Parte l’iniziativa 6 Degrees of Freerice, 6 giorni 6 amici, per far crescere community e donazioni.

L’ultima iniziativa di Freerice è ispirata alla teoria dei 6 Gradi di Separazione, in base alla quale tutti noi siamo collegati a ogni altro abitante della terra al massimo attraverso altre sei persone.

È questa l’idea originale da cui muove “6 Degrees of Freerice”, tema della prima settimana mondiale di Freerice che si svolge dal 6 all’11 febbraio 2012.

L’idea è semplice, come è semplice l’idea di Freerice stesso: quando ci si iscrive per partecipare alla settimana di Freerice, ci si impegna a trovare altre sei persone. A loro volta, le sei persone coinvolte cercheranno altri 6 compagni di gioco e così via…

In questo modo, la community online nata per combattere la fame studiando, crescerà in modo esponenziale! E molte altre persone scopriranno Freerice. Tutte le informazioni per partecipare sono qui.

Diamoci da fare!

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[UPDATE] sto ricevendo segnalazioni che Freerice ha dei bugs e non si riesce a partecipare al progetto 6 Degrees of Freerice :-( Iscrivetevi individualmente al sito e rispondete ai quiz, potremo dare lo stesso un contributo. Condividendo il risultato potremo comunque promuovere il sito.

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Tutte le immagini sono tratte dal sito di Freerice e da quello del WFP dell’ONU.
Grazie a Marco Massarotto per la segnalazione.

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Ho potuto toccare con mano le potenzialià del Crowfunding grazie al progetto di 6 ragazzi costaricani, che creato un’innovativo social game (online e mobile), hanno chiesto aiuto al popolo della rete per il definitivo sviluppo dei game Route 140 e Love City.
Del Crowfunding, del suo Manifesto e dei suoi principi, ne ho parlato in questo blog qui e qui.

Se avete guardato il video in apertura avete capito tutto del progetto Tweet Land e ascoltato l’appello dei 6 ragazzi e il loro invito a contribuire tramite la loro pagina su Kickstarter.
Circa un anno fa, infatti, Diego, Nestor, Juan Diego, Andres, Felipe e Alberto hanno inventato una serie di game che giocano con la realtà – che in questo caso si chiama Twitter – che variano a seconda dei tweet postati dagli utenti. In un tweet si scrive “meteora”? Una pioggia di asteroidi si abbatte su una pista automobilistica. Si scrive “hate”? L’arma del secondo gioco sparatutto si carica e alla parola “Love” si può iniziare a sparare.

Immediato, originale, attuale: Tweet Land promette di giocare in modo sempre nuovo senza preoccuparsi delle complicate meccaniche relative allo sviluppo del codice. Ma questa è invece la preoccupazione dei 6 ragazzi, che chiedono aiuto ai futuri utilizzatori per riuscirne a terminare il costoso sviluppo.

Pochi giorni fa hanno addirittura superato il loro obiettivo economico e presto i game saranno disponibili.

Ma come sono riusciti a ottenerlo? Offrendo ai “backers” (i finanziatori) una serie di eccezionali ricompense a seconda del loro contributo, eccole:

Per 5 dollari si può avere in cambio l’applicazione quando sarà terminata, per 25 si può avere il proprio nome tra le statue della Backer’s Monument, per 200 un poster in pixel art e per 1000 creare addirittura un evento nel gioco assieme ai suoi creatori.

Dare (in anticipo) per avere (dopo), non è solo un principio dei progetti sociali, ma anche del Crowfunding.

Avete ancora dubbi?

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