Archivi per la categoria: Piattaforme partecipative

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With the song ”We Are One” we wish to honor all children of the world, particularly those in their courageous battle against cancer.”

Carmen Auste, Chairman di CCI
(e mamma di un bimbo sopravvissuto al cancro infantile)

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Quello dei tumori infantili è un dramma che colpisce ogni anno 250.000 bambini in tutto il mondo, di cui 90.000 perdono la vita.
Fortunatamente molti di loro sopravvivono grazie alla diagnosi precoce e allo scambio di informazioni e dati che solo le associazioni gestite da genitori possono fare in modo partecipativo, coinvolgente e passionevole.

Per questo, il 15 febbraio 2016, in occasione dell’XIII Giornata Mondiale contro il cancro infantile, per far conoscere al mondo Childhood Cancer International, un’associazione che raccoglie oltre 177 organizzazioni in 90 paesi gestite da genitori di bambini affetti da tumori, è stato pubblicato il singolo (con relativo video) We are one.

La peculiarità di questa canzone è che è stata cantata da un supergruppo composto da giovani cantanti star indiscusse su YouTube e oltre 900.000 bambini di tutto il mondo che hanno registrato il loro contributo nel sito dell’iniziativa, aderendo alla call to action realizzata delle giovani star (300 milioni di views su YouTube) e contando sull’enorme cassa di risonanza della loro base di fan.

Un progetto per i bambini con i bambini protagonisti!

Chi di noi ha più dimestichezza di me con queste giovani star avrà riconosciuto nel video Livvy Stubenrauch (la voce della giovane Anna in Frozen della Disney), Alexa Curtis (vincitrice di The Voice Kids Australia 2014), Robbie Firmin (Britain’s Got Talent) e Aaralyn O’Neil (America’s Got Talent).

Un progetto importante, utile, coinvolgente, di speranza, proprio come piace a noi. E con numeri da far invidia a qualsiasi iniziativa, visto che i 900.000 contributi sono stati registrati online su child4child.com in meno di un mese. Molti di questi contributi potete vederli qui.

La canzone è stata composta da Christophe Beck (noto compositore di colonne sonore tra cui Frozen), sua figlia Sophie e David Goldsmith, mentre il video ufficiale a seguire è stato diretto da Johan Söderberg.

Sosteniamo quindi CCI e le sue associazioni, conoscendole visitando i loro siti e lasciandoci coinvolgere ascoltando o acquistando We are one su iTunesSpotifyDeezerApple Music e Tidal.

A questo link, verso il sito di CCI la promessa, gli intenti e un po’ di storia dell’associazione.

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In Italia, fanno parte di Childhood Cancer International la Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica (FIAGOP), la Fondazione Cure2Children e Soleterre strategie di pace ONLUS.

Grazie a Marco Tironi per la segnalazione.
Fonti e immagini sito Child4Child e relativo canale YouTube.

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È iniziata il 13 febbraio, in occasione della World Whale Day e continuerà per tutto il mese di febbraio, la nuova campagna di charity di Pornhub Cares.

Il meccanismo per la raccolta fondi è già stato collaudato con successo in passato: per ogni 2000 video guardati nel sito porno più trafficato del mondo, Pornhub devolverà un cent a un’associazione non-profit che si occupa della salvaguardia soprattutto di Capodogli (Sperm whales), ma anche di Megattere e altri cetacei: la Moclips Cetological Society di Washington.

Poco penserete? Assolutamente no, le cifre non sono da sottovalutare. Le statistiche di PornHub 2015 sono costellate da record: 1.892 Petabyte di utilizzo della banda, 75 Gigabyte di stream al secondo, ma soprattutto 87,85 miliardi di video visualizzati, 240 milioni al giorno, che si traducono in una donazione prevista di più di 25.000 dollari.

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Il meccanismo di raccolta fondi non è nuovo vi dicevo. È già stato usato in 2 edizioni di Save the Boobs (a favore della prevenzione del tumore al seno e con non poche polemiche – ne ho parlato qui) e una di Gives America Wood (per favorire la riforestazione in occasione dell’Arbor Day).

Forse l’unica novità è che questa volta non viene richiesto di visualizzare video di una data categoria. Per Save the Boobs erano “big tits” e “small tits”, per Gives America Wood era “big dicks”. Proporre in questa occasione la categoria “BBW” sarebbe stato decisamente controverso, ne converrete.

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A questo punto, se amate le balene (e i video porno), ciò che dovete fare è molto semplice: visitare la landing page dell’iniziativa, scegliere i video che vi vengono proposti e fare la vostra donazione!

 

 

Credits fotografici: Pornhub Cares website e profilo Twitter di Pornhub.
Fonti: Pornhub Cares website e Pornhub insights.

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Guide Dots è un’applicazione gratuita in grado di aiutare i non vedenti a scoprire il mondo attorno a loro.

L’App audio-based, è stata creata per essere un complemento multimediale al cane guida e al classico bastone bianco. L’obiettivo è quello di rendere più indipendenti ciechi e ipovedenti, che passaggiando per i luoghi urbani della loro città, possono essere raggiunti da diversi tipi di suggerimenti sia commerciali sia user generated.

Ovviamente grazie al loro smartphone che interfaccia informazioni provenienti da Google Maps e Facebook Places, con i suggerimenti degli utenti.

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I suggerimenti dei membri della community (luoghi degni di nota, descrizioni, suggerimenti, percorsi, ma anche segnalazione di pericoli o  la posizione dei bagni all’interno di un locale) vanno a creare un enorme database che cresce con la community stessa. Una vera e propria walking guide di ogni città del mondo creata in modo partecipativo.

Guide Dots (qui il sito) è un progetto realizzato da VML in collaborazione con Y&R Singapore e UDKU Australia e ha rappresentato un vera sfida per information architect e interface designer. L’estetica dell’app, la sua interfaccia e in generale l’experience design – secondo le parole dell’Executive Creative Director di VML – hanno rappresentato l’aspetto da superare:

This project really gave us a whole new perspective about interface design and aesthetics. How do you design for an audience living with low vision or complete blindness? We had to consider high contrast color choices for those with limited sight and designing within smartphone accessibility best practices like navigating with touch and audio. ‘Does it look pretty’ no longer played a key role, while experience design was more critical than ever.”

La video-case che segue mostra in dettaglio i meccanismi complessi di questa App, che non è la prima dedicata ai non vedenti (ricorderete Project Third Eye), segno che il mondo del mobile può rappresentare il vero punto di svolta per l’indipendenza dei non vedenti.

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Informazioni, Videocase e immagini di Guide Dots, tratte dal sito ufficiale, dalla pagina di Guide Dots su Android Play e dal sito di VML.

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McDonald’s UK ha lanciato il 20 maggio My Burger, un’operazione di crowdsourcing che invita la fanbase a creare un hamburger originale da affiancare al Big Mac in 1200 ristoranti britannici a partire dal prossimo ottobre 2014.

Grazie a un’applicazione online (qui), i burgerofili possono combinare ben 80 tipi di ingredienti diversi, dal pane, alle salse, passando per verdure e guarnizioni. Ci sono persino il chorizo, il guacamole e l’ananas e un milione di possibilità di creare l’hamburger ideale da far votare nella community.

I 12 inventori più votati andranno alla fase finale e saranno invitati a perfezionarli nella McDonald’s Test Kitchen con l’aiuto degli chef della compagnia. Grazie alla giuria capeggiata dall’ex rugbista Phil ‘Raging Bull’ Vickery, vincitore del Celebrity MasterChef UK 2011, i 5 hamburger vincitori saranno proposti nei ristoranti Mc Donald’s per 5 settimane.

Nel video che segue il suo endorsement all’operazione e una breve spiegazione alle funzionalità dell’online burger builder.

Grazie a un vero e proprio configuratore di panini (qui) è facile realizzare la propria creazione, dargli un nome e coinvolgere gli amici dei social network allo scopo di salire le posizioni della classifica popolare grazie ai loro voti. E ovviamente, promuovere l’iniziativa.

Non è forse questo l’aiuto che di solito rendono i fan ai brand partecipando alle loro iniziative partecipative?

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Ogni panino creato entra nella gallery (qui) che li raccoglie suddivisi per categoria e caratteristiche organolettiche.

Dopotutto le caratteristiche che esaltano la qualità del prodotto – vero fine secondo me di questa campagna – sono sempre presenti e raggiungibili negli approfondimenti di ogni creazione.

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Dal 15 ottobre 2014 i 5 hamburger finalisti saranno nei ristoranti McDonald’s per 5 settimane.

Come previsto ne rimarrà soltanto uno, chi sarà il vincitore?

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Fonte Sito McDonald’s UK. Immagini tratte da My Burger. Video tratto dal canale YouTube di McDonald’s UK .

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DigitalGlobe è una compagnia americana specializzata nell’acquisizione e vendita di immagini dallo spazio e di contenuti geospaziali. Ha i propri satelliti e collabora con enti come il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, la Nasa e compagnie private come Google.
La maggior parte delle immagini satellitari ad alta risoluzione di Google Earth e Google Maps provengono dai suoi archivi in continuo aggiornamento, così come quelle in vendita nel sito specializzato in fotografia aerea TerraServer.

Poco dopo la sparizione nei cieli tra la Malesia e Pechino del Boeing 777  della Malaysia Arlines, DigitalGlobe ha deciso di raccogliere una nuova serie di immagini della zona del probabile incidente aereo. E le ha caricate nella sua piattaforma di crowdsourging Tomnod e ha invitato volontari e appassionati ad osservare con cura le immagini di migliaia di chilometri del mare del golfo del Siam alla ricerca di indizi.

Lo scopo è quello di provare a risolvere, con la disponibilità del più grande gruppo di persone possibile, il mistero del volo MH 370. Centinaia di migliaia di occhi in più che si aggiungono a quelli di militari e forze di soccorso che ogni giorno fanno su è giù con navi e aerei nello stesso mare.

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Tomnod è una piattaforma di crowdsourcing non molto diversa da quelle di progetti simili. NASA Clickworkers, una delle prime della storia del crowdsourcing, già nel 2000 funzionava in modo molto simile e richiedeva l’analisi e la misurazione dei crateri di Marte. Ma il punto non è l’interfaccia, sono i dati a disposizione.
Allora come oggi sono immagini eccezionali, e in questo caso anche ad alta risoluzione, scattate dallo spazio e aggiornate nella piattaforma in tempo quasi reale.

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La piattaforma Tomnod ha un’usabilità elevata ed è chiara nelle istruzioni. Si può partecipare senza loggarsi e anche se si hanno solo pochi minuti liberi, si può contribuire comunque in modo significativo alle ricerche.

Grazie a un’interfaccia molto semplice, la superficie del pianeta viene presentata ai volontari suddivisa in piccole porzioni rettangolari di meno di mezzo chilometro quadrato. Il sistema fornisce all’utente una zona in modo randomico da osservare e mette a disposizione 4 semplici strumenti per segnalare – e indicare nella mappa – tracce di relitti, gommoni di salvataggio, chiazze di carburante o altro di interessante o sospetto.

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L’area di ricerca aumenta di pari passo alla pubblicazione di nuove immagini, così come le persone coinvolte nella campagna di ricerca. Quando l’analisi di ogni pixel delle foto satellitari a disposizione è completata, la piattaforma viene chiusa per il caricamento di nuove immagini.

Durante la manutenzione la conversazione si sposta sui social network (qui e qui) e vengono rilasciati file .kmz che aperti con Google Earth restituiscono sulla mappa tutte le segnalazioni dei volontari digitali.

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L’unione fa la forza e spesso l’intelligenza collettiva (ne ho parlato anche qui) ha risolto quesiti all’apparenza impossibili.

Succederà anche questa volta?
Non sarebbe la prima per il popolo di Tomnod.

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[ U P D A T E ] 

Per seguire gli aggiornamenti della campagna di ricerca di Tomnod e conversare con altri appasionati, il luogo più indicato è la pagina Facebook di Tomnod (qui).

Per le nuove teorie sulla scomparsa dell’MH370 sto seguendo l’evolversi della situazione su Il Post che sta documentando molto bene la vicenda (qui) e gli articoli di Jeff Wise nel magazine Slate (qui).

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[ U P D A T E ] 

Il primo maggio 2014 si è conclusa la campagna di ricerca del volo MH370 su Tomnod.

Con una email sono stati ringraziati gli 8 millioni di persone coinvolte nel più grande progetto di ricerca in crowdsourcing della piattaforma; insieme hanno esplorato ed analizzato 1.007.750 kilometri quadrati di immagini satellitari.

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Conclusa questa missione ne è immediatamente iniziata un’altra e al team di Tomnod è stato richiesto aiuto per esplorare le immagini dei territori degli Stati Uniti colpiti dai tornado a fine aprile 2014.

Cliccate qui per partecipare alla nuova campagna “Tornadoes in the Southern & Midwestern USA”.

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Fonte e immagini: Blog di DigitalGlobe, Pagina Facebook e Piattaforma Tomnod.
Grazie a @francescoGRZ per la segnalazione.

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