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Per realizzare la nuova campagna online di Abarth, il marchio dello scorpione ha scelto la partecipazione attiva degli stessi consumatori.

I fan della pagina Facebook, sono invitati attraverso l’App My Abarth Says (qui), a realizzare la propria versione. La più votata, diventerà la campagna online ufficiale con il credito del creatore dell’headline.

A poche ore dal lancio dell’iniziativa, la gallery dell’App si è incominciata a riempire di decine e decine di proposte. Da quelle in linea con la campagna stampa a vere perle di umorismo. Eccone alcune, tutte le altre le trovate qui.

Ma vediamo come funziona.

Nell’App, l’utente viene invitato a scegliere il modello preferito tra Abarth 500, 500C, 595 Turismo, 595 Competizione, Punto Scorpione e Punto Supersport, a ispirarsi alla campagna stampa ufficiale e a realizzare una headline come se fosse la stessa auto a parlare in prima persona.

Una volta creata la propria campagna è possibile condividerla su Facebook, Twitter e Pinterest. Ma anche iniziare a votare e a farsi votare. Nelle prossime settimane è previsto il roll-out internazionale dell’App.

Non è la prima volta che un brand del Gruppo FIAT coinvolge gli utenti nella realizzazione di una campagna online: una per tutte è l’ormai storica 500 wants you (qui).

Che ne dite di partecipare e di diventare protagonisti della storia recente di Abarth?

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L’App è stata creata da Hagakure. La direzione creativa è mia, i creativi che l’hanno ideata sono Fabio Montalbetti (copy) e Francesco Grandazzi (art), l’account è Chiara Imbimbo, il community manager della pagina di Abarth è Andrea Ferrari.

Le immagini sono tratte dalla Official Page di Abarth su Facebook.

Il 2 aprile 2011 con il post Welcome to your show nasceva Partecipative, il blog sui progetti realizzati con la complicità dell’utente finale come dichiara la tagline.

Da allora ho pubblicato 64 articoli suddivisi in 51 categorie. Vi ho parlato principalmente di piattaforme partecipative, di co-creazione, musica, user generated contents, communitycrowdsourcing che sono le mie passioni di sempre. Ho anche riaperto gli archivi di 500 wants you.

Le visite sono state significative per un blog così di nicchia, oltre 16mila con una punta di 381 il 21 gennaio quando ho pubblicato il post LEGO: il futuro del brand passa dal Crowdsourcing e dalla Co-creazione, secondo nella classifica delle preferenze dei lettori con 681 visualizzazioni ma primo nel numero di commenti. Il post più letto è Evasori.info: il sito che dal 2008 mappa l’evasione fiscale in Italia su base volontaria. con 1093 preferenze, post che ha dato vita anche alla prima intervista esclusiva di Partecipactive: Complici nel cambiamento, non nell’evasione fiscale. Intervista al creatore di Evasori.info.

Oltre a quelli citati, i miei post preferiti, sono quello che parla di Amazon Mechanical Turk: il lato umano e l’utilizzo creativo di un crowdsourcing marketplace e della fantasia del digital artist Aaron Koblin, la storia incredibile di Myfootballclub (la prima online community a possedere una vera squadra di calcio)., l’ironico progetto partecipativo di una delle più insolite band di tutti i tempi Devo: dopo l’album realizzato insieme ai fans, il video interattivo dove ogni utente è il regista. e quello dell’italianissimo Lost in Google: la web serie dove quello che succede lo decidi tu.

Buon compleanno, ringrazio di cuore tutti i lettori.

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La foto in apertura è tratta dal sito di HAF (High Atlas Foundation), una fondazione che promuove lo sviluppo partecipativo in aree disagiate del Marocco coinvolgendo i beneficiari come partner attivi in ogni fase del progetto di sviluppo. 

Sabato pomeriggio, passando davanti a Feltrinelli, non ho resistito ad aspettare la copia omaggio promessa da Marco Lombardi – curatore dell’edizione italiana – e ho acquistato Wiki Brands. Reinventa il business nell’era della partecipazione (nella foto il volume sul sedile del passeggero).
Alla fine di questo post vi dirò perchè questo libro è così importante per me e per Partecipactive.

Idealmente Wiki Brands è una costola di Wikinomics. La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo (Wikinomics: How Mass Collaboration Changes Everything). Il libro scritto da Don Tapscott e Anthony D. Williams pubblicato in inglese nel dicembre 2006 (in italiano nel 2007), esamina come alcune aziende nei primi anni del XXI secolo si sono avvalse con successo della collaborazione massiccia e diffusa e di tecnologie del mondo open source. Un libro che ha illuminato e accompagnato inconsapevolmente – non l’avevo ancora letto – il progetto 500 wants you per il lancio della FIAT 500 (una rassegna del progetto è qui). Se non l’avete letto ve lo consiglio, è ancora attuale e illuminante. Per me ha rappresentato molto.

Dalla prefazione di Wiki Brands di Don Tapscott (che potete scaricare qui), le origini del libro:

Questo libro è un libro importante, forse seminale. E’ stato ispirato da un programma di ricerca multimilionario, avviato nel 2005 e intitolato “Marketing 2.0”. Mike Dover e Sean Moffitt [Autori di Wiki Brands] erano due dei nostri straordinari leader di pensiero e produssero delle riflessioni nuove e profonde sul brand. Li incoraggiai a scrivere un libro per sviluppare le loro loro intuizioni e il risultato è un lavorto stimolante e di sostanza, con implicazioni di grande portata per chiunque si interessi al marketing e al futuro del business”.

Sicuramente un endorsment importante per gli autori (nella foto qui sopra), ma a chi può essere davvero utile questo libro?

A tutti.

E nella quarta di copertina è chiaro il perchè:

Il brand continua a rappresentare un valore fondamentale per il business solo se saprà abbracciare pratiche di comunicazione realmente innovative, in una difficile transizione dall’immagine alla relazione. Con l’affacciarsi sul mercato di una nuova generazione di nativi digitali, col passaggio della maggior parte dell’informazione dalle mani delle aziende a quelle delle singole persone e con l’emergere di nuovi comportamenti culturali dettati dalle nuove tecnologie, il marketing si espone a una sfida epocale, individuando strategie basate sull’engagement con i consumatori, sulla collaborazione e persino sulla condivisione della proprietà del brand.

Wikibrand è una chiamata alle armi, una guida strategica e una road map verso il futuro. Un appello alle aziende a spostare l’attenzione da ciò che fanno (pubblicità, comunicazione, vendite) a come lo fanno (connessione, partecipazione, brand engagement).
Il libro, frutto degli studi di due tra i maggiori esperti mondiali di media e marketing, spiega come sfruttare i nuovi modelli di business, le tecnologie e le community di appassionati online, fornendo centinaia di esempi e testimonianze dirette di casi di successo.

Che lavoriate in un’azienda ormai consolidata o che siate alle presa con il lancio di una start up, questo libro saprà offrirvi numerosi spunti e suggerimenti:

  • come creare engagement con i consumatori attraverso il passaparola e i contenuti generati dagli utenti;
  • come generare un’esperienza condivisa di valutazioni, recensioni e cultura online;
  • come costruire una comunità mediante il microblogging e il crowdsourcing.
  • come stabilire una connessione veramente autentica e capace di creare valore.

Destinato a imprenditori e manager, ma anche ai responsabili di marketing e comunicazione che dovranno dirigere questo cambiamento, Wikibrands è uno strumento prezioso anche per gli esperti del digitale, gli studiosi di comunicazione e per chiunque sia interessato a capire come le aziende leader siano costantemente alla ricerca del coinvolgimento del proprio pubblico”.

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Come ogni libro dei tempi di Internet 2.0, non ci si ferma con la stampa su carta, ma si proseguono discussioni e approfondimenti in un blog e nei social network. Il blog di Wiki Brands è qui.

E ora vi racconto perchè questo libro è legato a Partecipactive.

Nell’autunno scorso, il Prof. Marco Lombardi, presidente di Young&Rubicam Italia, in previsione dell’edizione italiana del libro, ha coinvolto persone a lui vicine (allora ero Direttore Creativo di Wunderman) per scrivere la post fazione del libro dedicata all’importanza delle idee creative. E ha coinvolto anche me!

Nell’ultimo capitolo trovate 3 case scritte da me (Nokia Gran Vals, 500 wants you e You&Nokia Gallery) e già pubblicate su Partecipactive (qui, qui e qui).

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Se volete saperne di più del libro prima di acquistarlo, c’è anche l’ottima recensione di Luca De Biase nel suo blog (qui).

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Titolo: Wiki Brands. Reinventare il business nell’era della partecipazione
Autori e curatori: Sean Moffitt, Mike Dover, Marco Lombardi
Contributi: Don Tapscott
Editore: Franco Angeli
Pagine: 353
Codice ISBN: 9788856844658
Prezzo: 38 €

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Immagini tratte dal sito di Wiki Brands

Videocase di 500 Air Drive Championship

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Come ho scritto in uno dei post precedenti (qui), 500 wants you si affacciò nel web prima dell’avvento dei social network, ma quando questi diventarono una realtà nota alla maggior parte delle persone, ci fu un’apertura verso un’altra piattaforma di User Generated Contents: YouTube.

Decidemmo così di organizzare un’attività su questa piattaforma, basata su una semplice constatazione: chi da bambino non ha mai fatto “brum-brum” fingendosi alla guida di un’auto?
Ci inventammo così 500 Air Drive Championship, il primo grande concorso online di air drive, ovvero come guidare una 500 senza averla.

Nel rispetto dello spirito dell’iniziativa e del prodotto, non c’erano regole a esclusione del divieto di produrre suoni artificialmente e di utilizzare l’auto vera. Quello che veniva era richiesto era di rispettare lo spirito giocoso e divertente della nuova nata di casa FIAT. Tutti i video che hanno partecipato al Contest sono qui, alcuni sono dei veri capolavori.

Con questo post termino la rassegna su 500 wants you: uno dei progetti che mi sono rimasti nel cuore. Richiudo l’archivio. Grazie a tutti i compagni di viaggio.

Credits 500 Air Drive Championship
Cliente: Fiat Automobiles S.p.A. Italia
Agenzia: ARC Leo Burnett Torino
Anno: 2008 (febbraio)

Direttore Creativo: Matteo Righi
Direttore Tecnico: Gianluca Mori
Art Director: Paolo Jacopo Medda
Copywriter: Federica Altafini
Content Manager: Raffaella Ramondetti, Cristina Gilli
Account: Carmen Momo, Claire Gentils
Project manager: Viviana Ferrero, Cristina Pagano

Il progetto 500 wants you fu sin dall’inizio diviso in fasi.

La prima fu quella di costruire la Community che grazie ai suggerimenti spontanei avrebbe aiutato a co-creare l’auto, poi venne il momento di costruire il suo mondo e l’attesa, seguiti dal rewarding delle 120.000 persone iscritte alla community con le immagini e i video ufficiali in anticipo su tutti. L’ultima fase, tra la fine del 2007 e gli inizi del 2008, quando il nuovo ‘cinquino’ girava già strade di tutta Europa, fu quello del Brandertainment, ovvero l’utilizzo dell’entertainment a favore di un brand.

A volte si pensa che possano utilizzare questa tecnica solo marchi che hanno acquisito un’appeal al di fuori del comune, ma ho visto moltissimi esempi che dimostrano il contrario (come l’attività della Polizia metropolitana londinese, o quella della TV di stato svedese per una campagna per il pagamento del canone) solo per citare alcuni esempi di successo recenti dove è molto importante anche la componente interattiva.

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Per festeggiare con 500 il Natale del 2007 ci venne in mente di realizzare 500’s way: il primo sistema di e-card personalizzabili grazie alla webcam. Ecco la video case:

Tante sono le realtà (brand o agenzie di advertising) che hanno offerto ai propri utenti la possibilità di personalizzare video divertenti come auguri natalizi da inviare agli amici. Sicuramente ricorderete quello degli Elfi che ogni anno riappare.

Quello che fa del progetto di ARCWW Italia qualcosa di estremamente nuovo (e non ne ho ancora visto un altro realizzato con questa tecnica) era l’invenzione del primo sistema al mondo che permetteva di inviare online un video interattivo in cui l’utente, tramite la webcam, aveva una parte da protagonista dove si “giocava letteralmente la faccia”.

Con 500’s Way tutti hanno potuto creare un ironico video online, realizzato in tempo reale e personalizzato con la registrazione tramite webcam, grazie all’utilizzo di Flash Media Server e alle potenzialità video di Flash e senza download di software aggiuntivo.

Accessibile dal sito di 500 wants you, 500’s Way si apriva con un’animazione introduttiva in 3D. Pochi step, dalla scelta del destinatario (da uno a infiniti) fino alla personalizzazione del messaggio da parte dell’utente, che avveniva al termine di un film di 40″, alla scoperta di un insolito Babbo Natale impegnato nelle consegne dei doni a bordo di una Fiat 500.

Una colonna sonora “Jingle Bell rock” arrangiata specificatamente per il progetto da Tiziano Lamberti, poteva esser salvata dall’utente come suoneria per il cellulare.
E per chi non possiedeva una webcam era possibile inviare una foto-ecard personalizzata.

500’s Way è stato un progetto complesso che ha coinvolto un team dalle esperienze più eterogenee e dalle capacità di operare trasversalmente nei mondi offline/online: 51 persone coinvolte, 10 giorni di lavoro e oltre 18.000 videomessaggi spediti dagli utenti. I Credits sono alla fine di questo post, ma mi piace ricordare la grande passione di Emanuele Viora e Andrea Jaccarino, la coppia creativa protagonista di questo lavoro.

Il backstage fotografico è qui, il blog dell’iniziativa è ancora qui, mentre lo stupendo video del Backstage, realizzato da Max Bibbò è a seguire:

Quello che personalmente non dimenticherò mai il giorno che lanciai la sfida al nostro Direttore tecnico Gianluca Mori:

Gian, voglio matchare un video girato con un video realizzato da un utente con una webcam. Lasciamo nel video originale un buco e l’utente ci inserisce la sua faccia mentre fa gli auguri”.

“Tu sei pazzo, non l’ha fatto mai nessuno, è impossibile”.

“Non per te e i tuoi Gian”.

Conservo ancora l’SMS che mi inviò 6 ore dopo, quando lui ormai aveva raggiunto Genova ed io Bologna per passare il week end in famiglia, dove mi scriveva:

Ce l’ho fatta”.

Grazie Gian! Ne ero sicuro!

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Credits 500’s Way

Titolo: 500s way X-mas edition

Agenzia: ARCWW Leo Burnett
Direttore Creativo Esecutivo Enrico Dorizza, Sergio Rodriguez
A.D. : Guido Chiovato

Cliente: Fiat Automobiles S.p.A.
Head of Media/Communication Fiat: Giovanni Perosino
Responsabile pubblicità: Luis Cilimingras, Stefano Stravato
Anno: 2007 (dicembre)

Direttore Creativo: Matteo Righi, Michele Sechi, Paolo Dematteis
Direttore Tecnico: Gianluca Mori
Art Director: Andrea Jaccarino
Copywriter: Emanuele Viora
Web Designer: Diego Tufano, Paolo Jacopo Medda
Flash developer: Paolo Faccini
Responsabile contatto: Carmen Momo, Claire Gentils, Riccardo Vavalà
Casa di produzione: Indiana
Regista: Andrea Jublin
Backstage video: Max Bibbò

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