Archivi per la categoria: Collective creativity

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Non tutti sanno suonare uno strumento o hanno studiato in una scuola di musica, ma anche per loro è ora possibile comporre una canzone. Ma non una canzone qualsiasi, la canzone perfetta.

Impossibile? Assolutamente no, grazie i principi e ai meccanismi espressi dalla teoria della saggezza della folla (se volete approfondire fatelo qui).

Questo è quello che sta cercando di dimostrare Brandon Ferris, un programmatore che vive nella Repubblica Dominicana, attraverso il progetto CrowdSound che sostiene un principio molto semplice:

If the majority believes a certain note sounds best after a combination of previous notes, the majority should also believe that all such crowd-picked notes sound pleasant together.”

Attraverso un tool di votazione molto semplice, è possibile scegliere la nota successiva, quella che secondo noi sta meglio e contribuire alla stesura finale della melodia basata su una struttura compositiva standard. Dopo 100 voti, la nota più gradita viene scelta e si passa oltre nella composizione.

CrowdSound-via-Partecipactive_voting

Fino ad ora il progetto ha coinvolto oltre 45.000 persone provenienti da 145 paesi diversi e  mancano ancora 46 note per completare la canzone. Poi si passerà – sempre in crowdsourcing – a comporre il testo della canzone.

Quindi, se volete sentirvi anche voi un po’ Lennon & McCartney, non avete che da ascoltare la composizione e scegliere la nota che vi suona meglio.

Probabilmente il crowdsourcing non rappresenterà il futuro della composizione e la gente non si sostituirà al genio dei grandi compositori, ma come la mettiamo se poi ci troviamo primi in classifica?

 

Fonti CrowdSound e The Daily Dot.
Immagini dal sito dell’iniziativa.
Grazie a Francesco Grandazzi per la segnalazione.

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L’immagine dell’Italia che mi hanno restituito questi 45.000 video è quella di un paese sofferente ma con dignità, speranzoso verso il futuro. C’è un senso di ‘tenerezza’ verso la vita, verso l’umanità, che ho trovato positivo per quanto mi riguarda.”

Gabriele Salvatores, regista di Italy in a day

Italy in a day locandina via partecipactiveDopo essere stato presentato fuori concorso alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, Italy in a day, un giorno da italiani arriva finalmente al grande pubblico. Questa sera nei cinema per un’unica proiezione e sabato 27 settembre in prima serata su RaiTre.

Il film collettivo diretto da Gabriele Salvatores ha avuto una lunga gestazione. Come ricorderete (ne avevo parlato qui) era stato richiesto agli italiani di filmare la loro vita, durante le ventiquattr’ore di sabato 26 ottobre 2013. Degli oltre 44.000 video ricevuti, solo 632 sono entrati nel montaggio definitivo.

In attesa di commentare il film o  di trovare il cinema più vicino (qui) godiamoci il trailer:

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Traditionally, porn has been a taboo subject – but the fact is, over 35 million people visit Pornhub.com everyday! How do we reach the next 35 million? We need a national advertising campaign that can be channeled through mainstream media”.

Dal brief del contest
PornHub Creative Director Challenge

PornHub ha lanciato alla fine di febbraio un contest per trovare il Direttore Creativo del sito porno numero uno al mondo e offrirgli un contratto annuale.

Il suo compito sarà quello di realizzare una campagna pubblicitaria mainstream, adatta ad ogni tipo di pubblico e età, per promuovere il sito di video sharing porno numero 1 al mondo.

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PornHub-Campaign-crowsourced-advertising-via-Partecipactive-CTA

Non è la prima volta che PornHub ricorre all’aiuto della folla e dei fan: è già capitato per Save the Boobs (qui). Questa volta, per la selezione è stato scelto di utilizzare i meccanismi del crowdsourced advertising, con il coinvolgimento della fan base attraverso i canali proprietari – per primo il blog – e una campagna di digital PR.

Un dettagliato brief (qui) prevede la creazione di una campagna pubblicitaria da veicolare nei media tradizionali come affissione, stampa, dinamica e anche TV.

La peculiarità della campagna richiesta non è tanto scontata se conoscete – o fate finta di non conoscere – la pubblicità che si vede abitualmente nei siti per adulti. Questa dovrà infatti rivolgersi a un pubblico molto vasto, non avere immagini di nudo e non dovrà incorrere mai nei meccanismi della censura.

Un’ulteriore sfida nella sfida per il contest che chiude il 31 marzo 2014.

PornHub Campaign crowsourced advertising via Partecipactive Print ads

Per raccogliere e mostrare i contributi inviati dai candidati è stato aperto un tumblrlog nella piattaforma di microblogging tumblr.
Oltre alla gallery, ci sono le regole e il brief per partecipare. Trovate tutto qui. Il concetto da comunicare è semplice: “nel porno c’è qualcosa di interessante per chiunque e PornHub è il sito dove trovarlo gratuitamente quando, dove e come si vuole”.

L’esempio per far comprendere il giusto livello di humour è invece l’annuncio stampa qui sopra. Il pubblico è invece quello che non conosce PornHub.

Semplice?

PornHub Creative Director Challenge_submissioni 02 Alcune campagne sono davvero geniali, altre un po’ meno.
Alcune completamente fuori strada ma troppo divertenti, altre troppo autoreferenziali.

Ognuna racconta l’arte e lo spirito del direttore creativo che collaborerà con il marketing team del sito. Il passo difficile sembra quello di realizzare qualcosa davvero mainstream per rivolgersi ai 35 milioni che ancora non sanno cos’è PornHub.

A giudicare da quanto è stato pubblicato finora nella Gallery, sembrano più esercizi per convincere affezionati utenti a spostarsi da un portale all’altro che una vera campagna per convincere i famosi 35 milioni.
Sarà questa la soluzione?

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Chissà chi riuscirà a indovinare il brief. E poi. Avrà ragione chi dice che queste operazioni sono destinate a risultati deludenti per la qualità del lavoro o chi dice che dipende solo dalla quantità dei partecipanti? Io dico che tra 38 milioni un genio dell’advertising con voglia di partecipare c’è di sicuro!

Giudicate voi su pornhubcampaign.tumblr.com.

 

[ U P D A T E ] 

Se volete votare i 15 finalisti e aiutare PornHub a trovare il nuovo direttore creativo potete farlo qui.

.PornHub Creative Director Challenge_submissioni 03PornHub Creative Director Challenge_submissioni 01 PornHub Creative Director Challenge_submissioni 06 Tutte le immagini e le informazioni sono tratte da pornhubcampaign.tumblr.com.

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È un autunno decisamente ricco di progetti partecipativi quello di RaiCinema. Dopo il lancio di Melt-a-plot (ne ho parlato qui) è la volta di Italy in a day, un grande esperimento di cinema collettivo che darà origine a un film documentario che racconterà un giorno nella vita degli Italiani.

Il progetto, prodotto da RaiCinema, Indiana Production e Scott Free, chiedi agli italiani di prendere parte alla sua realizzazione in modo attivo, filmando la propria vita durante tutte le ventiquattr’ore di sabato 26 ottobre.

Gabriele Salvatores, supervisionerà la scelta di tutto il materiale inviato dagli Italiani e li monterà in un grande unico film, un’istantanea dell’Italia che nasce dallo sguardo degli italiani in un momento di grande cambiamento.
Per facilitare il lavoro di scrematura è stato suggerito di suddividere i contributi in 4 diverse categorie: “Cosa ami?“, “Di cosa hai paura?“, “In cosa credi?” e “Qual è la tua Italia?“.

Il progetto si collega alla precedente esperienza di Life in a Day ideato e realizzato dal grande regista Ridley Scott nel 2010. Seguita poi da Britain in a Day Japan in a Day, film collettivi di grande successo realizzati in Gran Bretagna e in Giappone.
Italy in a day durerà circa 90 minuti, sarà pronto per l’autunno 2014 e oltre a essere messo in onda nel prime time di RaiDue uscirà anche nelle sale cinematografiche. Tutte le informazioni per partecipare le trovate nel sito del progetto (qui).

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Grazie a Stefano Stefigno Leotta per la segnalazione.
Video tratti dal canale YouTube della Rai e dal sito del progetto.

Hollywood-_Vines-The-first-short-film-made-entirely-of-Vines_Partecipactive

Airbnb and the global community will help create a story of travel, adventure and finding your place in the world.”

Dal sito Hollywood & Vines

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È stato pubblicato il 12 settembre 2103 “Hollywood & Vines” il risultato finale di un progetto di videomaking collaborativo che vanta alcuni primati: è il primo diretto via Twitter e il primo interamente girato con l’applicazione Vine.

Promosso da Airbnb – il portale online che mette in contatto persone che cercano un alloggio a breve termine con quelle che hanno invece uno spazio extra da affittare, uno dei progetti maggiormente citati come esempio collaborative consumption – ha visto la partecipazione di 43 Viners che con un centinaio di filmati hanno contribuito alla realizzazione del primo cortometraggio del genere.

I Viners, provenienti da ogni parte del mondo, hanno girato i contributi basandosi sulla sceneggiatura e sugli storyboard realizzati dallo sceneggiatore Ben York Jones.

Airbnb_Hollywood-and-Vines_screenplay_images_tweet

La storia? Le infinite traformazioni di un semplice pezzo di carta durante un viaggio in giro per il mondo.

Una volta realizzato lo script, il regista Miles Jay ha diretto le riprese via Twitter, aprendo un dialogo con i Viners aiutandoli e consigliandoli al fine di raccogliere le clip perfette per il montaggio.

Hollywood & Vines, messo in onda la prima volta nella rete via cavo dedicata al cinema indipendente Sundance Channel, è a seguire.

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Ma come è stato possibile realizzare quello che avete appena visto?

L’avventura è iniziata con unvideo-brief creato per l’occasione (non con Vine) e pubblicato nel sito dell’iniziativa e nei social network, al quale è seguito il primo tweet di istruzioni. Il reward? Un un buono da 100$ da spendere ovviamente sulla piattaforma Airbnb per ogni clip selezionata.

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Airbnb_Hollywood-and-Vines_tweet

Il risultato secondo me è un po’ noiosetto ma è pur sempre una case molto interessante.

Chi segue Partecipactive sa quanto sia difficile realizzare progetti come questo e come esistano regole che influiscono sul risultato. Un lavoro come questo è la dimostrazione che un progetto partecipativo su larga scala non può diventare reale senza l’aiuto di Internet e senza una solida direzione: è così che funziona.

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Nofilmschool.com ha paragonato questo progetto a Star Wars Uncut (ne parlo qui) e potrei anche essere d’accordo, ma solo riguardo alla metodologia. Per Star Wars Uncut c’erano infatti le scene originali del film a fornire ispirazione ed istruzioni e qui invece le vignette di York Jones.
Quello che fa davvero differenza è il livello di engagement: per la saga di George Lucas milioni di fan di due generazioni diverse, qui – purtroppo – solo 43 persone probabilmente affezionate più a Vine che ad Airbnb.

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Agenzia Mullen San Francisco, Creative Director Jon Ruby.
Immagini tratte dal corto e dal profilo Twitter di Airbnb.

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