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Together we can create an open model of scientific research and communication for the Internet age and beyond.”

Ethan O. Perlstein

Non è la prima volta che in questo blog si parla di Crowdfunding (qui trovate sia la teoria che la pratica con alcuni esempi che vanno dal mondo dei videogame al calcio al porno), ma è sicuramente la prima volta che parliano di una raccolta di fondi su piattaforma di crowdfunding per finanziare una ricerca scientifica. Anche perché prima non è mai successo.

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L’evolutionary pharmacologist Ethan O. Perlstein, ricercatore alla Princeton University, ha richiesto per la prima volta il supporto della folla per finanziare, grazie alla piattaforma di crowdfunding RocketHub, una ricerca per capire come le anfetamine agiscono sul cervello umano. Se volete sapere cos’è l’evolutionary pharmacology qui c’è un video narrato dallo stesso Perlstein.

Non stiamo parlando del protagonista della serie Breaking Bad – Reazioni Collaterali (il telefilm della AMC – qui il sito –  trasmesso in Italia da AXN e RAI4 ) dove il protagonista, un professore malato di cancro e in fin di vita, decide di sfruttare le conoscenze chimiche per produrre metanfetamine, diventare uno spacciatore di altissimo livello e assicurare così un futuro economico alla sua famiglia.

Stiamo parlando di un ricercatore, giovane, spiritoso e attento ai nuovi media (qui i suoi profili Facebook e Twitter) che ha deciso di usare un metodo completamente nuovo per finanziare la sua ricerca scientifica.

Sull’innovativa modalità di raccolta fondi e su quello dei Meth Lab – i laboratori abusivi per la produzione delle metanfetamine – sia il Perlstein nel suo sito (qui), che la stampa online statunitense ci scherzano parecchio – tre titoli su tutti se siete curiosi: How to crowdsource a Meth Lab, Breaking Good? Scientists Want to Crowdfund a Research Meth LabHelp Scientists Build a Meth Lab.

In realtà la ricerca è molto seria e lo spirito che la circonda è tutto nuovo anche se a livello di linguaggio c’è un’imprecisione non da poco: il titolo del progetto cita il Crowdsourcing, quando in realtà abbiamo a che fare con una raccolta fondi partecipata attraverso il Crowdfunding.
Poco male se serve a far arrivare questo messaggio a chi se ne intende meno attraverso parole più conosciute. Ricordiamoci la citazione in apertura dell’articolo.

A parte queste precisazioni, affrontiamo l’obiettivo del progetto, che coinvolge anche il professor David Sulzer della Columbia Medical School, Daniel Korostyshevskye della Princeton Univerity e altri ricercatori, è scoprire come l’uso di anfetamine – e di metanfetamine di cui abusano oltre 35 milioni di persone in tutto il mondo – si ripercuote sul cervello a livello cellulare. I ricercatori vogliono scoprirlo per rendere più efficaci sia le cure per alcune malattie del cervello sia per quelle che riguardano la dipendenza di queste sostanze.

Per finanziare questa ricerca sono necessari 25,000$ e ovviamente i goodies per i reward dei finanziatori non sono quelli soliti delle campagne di crowdfunding: spillette, magliette e cose del genere, ma molto più curiosi. Se avrete voglia di aiutare questa ricerca, potrete beneficiare di Hanghout su Google+, sessioni di brainstorming e accessi a cartelle di DropBox con tutti i risultati della ricerca! Tutti i reward li trovate nella pagina di RocketHub dedicata a questa raccolta fonti (qui).

Se volete approfondire invece le tematiche della ricerca e gli strumenti usati per questa indagine, c’è il sito del PerlsteinLab (qui) ma anche una lunga intervista ad uno dei ricercatori su Skepchick (qui).

Magari Perlstein e soci hanno sbagliato a dare il titolo al progetto, ma non hanno sbagliato nulla nei confronti dello spirito dei progetti partecipativi: è stato richiesto aiuto alla gente e grazie alla rete, la gente potrà accedere agli aggiornamenti sul progetto di ricerca, in tmpo reale. Tutto verrà documentato e messo a disposizione di chiunque nel sito dedicato al progetto.

Secondo voi potrebbe prendere piede questo modo di finanziare la ricerca in un mondo con sempre meno fondi pubblici a disposizione? Io dico di si, e voi?

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[UPDATE] Il 26 febbraio 2012 la raccolta di fondi ha raggiunto il 100% ottenendo il completo finanziamento.

L’articolo di Partecipactive è stato citato nel sito di RocketHub e ritwittato da Perlstein in persona. Chissà se è arrivato anche qualche euro dall’Italia… ;-)

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Le immagini sono tratte da Wikipedia, dalla pagina di RocketHub dedicata al progetto e dal sito PerlsteinLab. L’immagine della serie Breaking Bad è tratta dal sito di AMC.
Grazie a Gianluca Mori per la segnalazione.


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