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Il 30 giugno 2011 si è concluso nella mia Bologna il progetto Green Army, grazie a un evento che ha trasformato Piazza Maggiore e la Fontana del Nettuno – con le modalità di un flash-mob – in qualcosa a metà tra un giardino e un Garden shop gratuito.

Si è trattato dell’evento conclusivo del laboratorio di botanica partecipata organizzato dall’associazione di creativi Crudo che si è tenuto alle Officine Minganti di Bologna da metà maggio a fine giugno. Un modo per sensibilizzare soprattutto i giovani sulla realtà di città sempre più cementificate e inquinate, ma anche un modo per dire che è possibile rimediare ai danni dell’ambiente utilizzando la scienza e la natura stessa.

I partecipanti al laboratorio sono stati coinvolti nella semina di centinaia di piante fitorimedianti, basando il lavoro sulle ricerche condotte nella struttura Ecotekne dell’Università del Salento In questa struttura sono stati svolti esperimenti di fitorimediazione sulla specie Sonchus Oleraceus: la sua coltivazione è oggi considerata una tecnica sperimentale per contrastare l’inquinamento da smog e da metalli pesanti accumulati nel terreno.

Durante l’evento (qui il filmato da Repubblica Bologna) le piantine sono state regalate a chiunque si è dichiarato in grado di piantarle nel proprio giardino o in spazi verdi abbandonati.

Tassa.li è una piattaforma partecipativa costituita da un’applicazione mobile e un sito integrato con i social network, che permette di geotaggare attività e esercizi commerciali, ogni volta che non viene fatto uno scontrino fiscale o emessa la fattura per beni regolarmente pagati.

Sappiamo tutti che l’evasione fiscale è un fenomeno molto diffuso nel nostro paese ed è la ragione per cui chi paga le tasse deve pagarne così tante.
Se tutti pagassero le tasse come dovuto, ne pagheremmo tutti meno, come spiega in rete l’ideatore Edoardo Serra:

Il problema non si crea a livello di azienda, quanto tra il commerciante e il privato, che spesso non ha molto interesse a richiedere lo scontrino fiscale. Eppure ognuno può dare il suo contributo: quando tutti pagano le tasse, il beneficio diventa collettivo”

Non è una piattaforma per delatori – proprio come succede per Tagrs: sia il segnalatore, sia il segnalato, rimangono infatti rigorosamente anonimi, mentre l’ammontare della cifra totale non tassata è ben visibile sia nel sito che nell’applicazione.

Tassa.li vuole essere solo un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica su una pessima abitudine e evidenziare oltre ai luoghi dove il fenomeno è più diffuso.

Faccio però fatica a pensare, anche se non è nelle intenzioni dell’ideatore, che la G.d.F. non userà la mappa per i suoi scopi visto il dettaglio del geotag!

Il progetto Tassa.li è stato presentato durante la Startup Weekend ospitata da I3P (l’incubatore di imprese innovative del Politecnico piemontese che finanzia progetti brillanti proposti da giovanissimi) ed è stato realizzato oltre che da Edoardo Serra (ideatore e portavoce), anche da Bruno Bellissimo (che firma l’applicazione nell’Apple Store), Riccardo Triolo, Matia Gobbo e Nicoletta Donadio.

L’applicazione è scaricabile gratuitamente nell’Apple Store e nell’Android Market e immediatamente utilizzabile previa “integrità morale” dell’utilizzatore, com ben spiegato nel sito di Tassa.li.

Il fenomeno dei Graffiti tag è sicuramente controverso.

Per alcuni sono opere d’arte. Per molti cittadini qualcosa che deturpa le loro proprietà e le città. Per gli autori – dicono i sociologi – un segno di autodeterminazione. Per la Contea di Orange un costo di pulizia da 5 milioni di dollari (per il Ministero della Giustizia statunitense è una sberla da una decina di miliardi di dollari l’anno a livello nazionale). Per lo Sceriffo di Orange County un problema da risolvere.

Come fare? Inventando il TAGRS, il Tracking and Automated Graffiti Reporting System un sistema che coinvolge cittadini e rappresentanti della legge per ‘taggare’ i ‘tag’ dei graffitisti.

Una richiesta di delazione informatica al servizio della legge grazie a un’applicazione per smartphone Android che geolocalizza, scheda e invia le informazioni a un database.

Uno strumento utile alla cittadinanza per segnalare la posizione, le dimensioni del graffito e inviare la sua immagine; utile alla polizia per identificare i colpevoli grazie ai dati presenti nel db (incrociando tecnica, moniker e trend di realizzazione dei graffiti); utile ai contractors che si occupano della pulizia dai tag, che possono determinare immediatamente il colore utile per coprire il tag e a quantificarne il costo e la mano d’opera necessaria.

Il programma TAGRS (anche su Facebook nella pagina del suo creatore) ha avuto successo. Ha castigato writers recidivi, ridotto i costi di pulizia ma soprattutto l’interesse dei giovani in questa pratica, lo dice il Magazine del Dipartimento dello Sceriffo di Orange County. La storia di tutto il programma è invece in The OC Sheriff Blog.

Nel marzo 2011 anche la Polizia di Los Angeles ha aderito al programma. A quando l’adesione (o la replica) di qualche città italiana?

Occhio ragazzi!

Se volete invece taggare oggetti e pareti senza creare nessun danno, c’è un’App creata dal canale televisivo inglese Channel 4!

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La rete non è nuova a videoclip collaborativi realizzati da band e musicisti insieme ai propri fan.

I Subsonica li hanno fatti ballare a modo loro su YouTube, i Sour, che sono giapponesi, hanno chiesto coreografie molto più ordinate, la band olandese C-Mon & Kypsky ha promesso invece one frame of fame a tutti quanti.

Al centro di tutti questi progetti – oltre a un premio affascinante – ci sono sempre una regia complessa e una tecnologia facile come la webcam: facile da attivare, a portata di mano e capace di scatenare meccanismi semplici destinati alla popolarità.
Nel progetto della band di Utrecht il meccanismo semplice è questo:

We’ll show you a frame from the video. All you need to do is to copy the pose with your webcam”.

Chiaro no? All’inizio il video era composto solo dalle pose dei 4 componenti della band. Via via che gli utenti copiavano e le registravano via webcam grazie a un tool nel sito del progetto, il videoclip si arricchiva della partecipazione di migliaia di persone creando versioni sempre più aggiornate. Una nuova ogni ora e un risultato corale sempre più spettacolare. Sono d’accordo con gli ideatori che questo è:

Crowdsourcing at its best”.

Ad oggi nel video sono presenti 32.788 fan e il progetto è ancora in corso, quindi se volete partecipare (o vedere l’ultima versione) del neverending video di ‘More Is Less’ non fate i timidi e cliccate qui.

RockCorps è un progetto tanto bello quanto semplice: basta fare 4 ore di volontariato per la propria comunità per avere in cambio biglietti gratuiti per concerti esclusivi.

Questo in sintesi è quello che si è inventata la production Company pro-social (pro come a favore di e social come socialmente utile) RockCorps, nata negli Stati Uniti nel 2005 e che si prefigge di usare la musica per ispirare le persone e coinvolgerle all’interno delle loro comunità.

Nel 2008 RockCorps è sbarcata in UK, nel 2009 in Francia e nel 2010 in Israele. Negli anni è stata sostenuta economicamente da Boost Mobile negli Stati Uniti e Orange nelle tre nazioni in cui è presente. In UK è stata sponsorizzata da Sony-Ericcson il primo anno per poi lasciare il passo a Blackberry.

Con le sponsorizzazioni e l’expertise di produzione musicale, RockCorps è riuscita a organizzare dal 2005 una trentina di concerti e gig esclusive con artisti di primo piano, come Lady GaGa, David Guetta, Lil Wayne, T.I., Akon, Nelly, Nas, Snoop Dogg, Kanye West, Young Jeezy, Korn, N-Dubz e Vampire Weekend. Questi concerti hanno rappresentato i premi per 80.000 persone che nel corso degli anni hanno regalato le proprie 4 ore di volontariato.

Ma chi è che coordina i volontari e concretizza i progetti sociali? RockCorps collabora da sempre con comunità locali e associazioni no profit che riescono a farlo perfettamente grazie alle loro capacità organizzative e alla conoscenza del territorio.

Il sito aiuta tutti i processi organizzativi e permette ai membri della community di essere informati, di interagire, di restare in contatto e addirittura di scegliere i progetti da realizzare.

Un perfetto mix di online e di offline, una grande idea che fa funzionare il volontariato e lo rende notiziabile.

E’ proprio vero che “Give, Get given” e che anche così si può cambiare il mondo.

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Il canale You Tube di Orange RockCorps è invece qui.