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Saranno i fan a chiamarci a suonare dove vorranno”

Dave Grohl, Virginia, estate 2014

Un’avventura iniziata più di un anno fa con un sogno folle: invitare la band statunitense Foo Fighters a suonare a Cesena aggiungendo una data alla prossima tournée italiana.
E per fare per convincerli? Realizzare qualcosa di talmente spettacolare da far parlare tutto il mondo per arrivare direttamente alle orecchie di Dave Grohl & Soci. Ma cosa di preciso?

L’idea viene a Fabio Zaffagnini, uno degli ideatori del progetto: riunire 1000 musicisti e far suonare a tutti contemporaneamente una delle canzoni più note della band: Learn to fly, dall’album There is nothing left to loose.

Fabio contatta gli amici Claudia, Anita e Martina che formano lo zoccolo duro del team e poi via via si mettono all’opera per trovare un addetto stampa, fonici, tecnici, responsabili per il fundraising, grafici, webmaster, musicisti. Il team si allarga sempre di più e la via da percorrere si concretizza: raccogliere 40 mila euro per realizzare l’evento, ma soprattutto trovare il modo per invitare 1000 musicisti desiderosi di suonare insieme per questo obiettivo.

Il 18 dicembre viene lanciato un video sul progetto. In poco tempo diventa virale tra i fan dei e viene ripreso da Radio e testate musicali in Italia e all’estero.
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Tra eventi di raccolta fondi e altri materiali promozionali pubblicati online, arrivano l’estate e il budget per l’evento. Mancano solo i musicisti, 1000 persone non sono così facili da trovare, ma come in tutte le storie partecipative, avviene il miracolo e il 26 luglio presso il Parco Ippodromo di Cesena si presentano 350 chitarristi, 250 cantanti, 250 batteristi e 150 bassisti avviene qualcosa di veramente grande. Basterà per convincere i Foo Fighters?

Per il momento godiamoci lo spettacolo. Ma a tutto volume però.

[ U P D A T E ]

Inutile dire che questo è uno dei progetti più significativi visti di recente di brand activism, la vera essenza dei progetti di cui parliamo in questo blog. Che se le cose le fai bene e con sincerità, poi il successo arriva.

Poche ore dopo la pubblicazione del video su YouTube (e milioni di views) i Foo Fighters hanno detto sì via Twitter e promesso il loro arrivo a Cesena con un video a commento tramite la pagina Facebook ufficiale.

Grazie Dave ‘Davide’ Grohl per aver rispettato le regole!

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Fonti, immagini e video: sito dell’iniziativa
Grazie a Nicola LeoneEdoardo Geninatti Chiolero e Giacomo Casarollo per la segnalazione.

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Chi lavora tra brand e social media sa che per coinvolgere le persone è meglio andarlo a fare dove queste persone sono già.

Tutte le community virtuali prima o poi si incontrano in un luogo fisico, e quella è l’occasione per incontrarli e far accadere qualcosa di speciale, basta saperlo in anticipo e organizzarsi.

Come coinvolgere gli appassionati di un’App e di un brand per girare un film collettivo, fotogramma dopo fotogramma, o meglio foto dopo foto, ognuna filtrata a piacere dall’autore grazie a Instagram durante un festival organizzato.

E’ quello che è successo durante il 7th Worldwide Instameet per il lancio della Lexus IS.

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Gli Instameet sono uno dei tanti eventi collettivi che Instagram organizza con l’aiuto della sua community, che si incontra in luoghi speciali per scattare foto insieme e condividere esperienze e ispirazioni.

Durante quello all’Angel Stadium di Anaheim, in California, più di 200 appassionati dell’applicazioni sono stati invitati a  realizzare il LexusInstafilm, il primo film collaborativo in stop motion realizzato con una sequenza di foto di Instagram.

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Nel video viene evidenziata la meccanica estremamente semplice: ogni frame è abbinato a un autore, a una precisa inquadratura e a un hashtag, grazie al quale il frame  viene montato correttamente nella sequenza finale del video, realizzato e rilasciato lo stesso giorno della sua creazione.

Un tempismo perfetto che rende questa operazione particolarmente significativa in termini di coinvolgimento e diffusione dell’iniziativa da parte degli Igers protagonisti.

 

Fonte Instagram for business
Credits e foto Teamone. Foto Justin Lens

L’immagine dell’Italia che mi hanno restituito questi 45.000 video è quella di un paese sofferente ma con dignità, speranzoso verso il futuro. C’è un senso di ‘tenerezza’ verso la vita, verso l’umanità, che ho trovato positivo per quanto mi riguarda.”

Gabriele Salvatores, regista di Italy in a day

Italy in a day locandina via partecipactiveDopo essere stato presentato fuori concorso alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, Italy in a day, un giorno da italiani arriva finalmente al grande pubblico. Questa sera nei cinema per un’unica proiezione e sabato 27 settembre in prima serata su RaiTre.

Il film collettivo diretto da Gabriele Salvatores ha avuto una lunga gestazione. Come ricorderete (ne avevo parlato qui) era stato richiesto agli italiani di filmare la loro vita, durante le ventiquattr’ore di sabato 26 ottobre 2013. Degli oltre 44.000 video ricevuti, solo 632 sono entrati nel montaggio definitivo.

In attesa di commentare il film o  di trovare il cinema più vicino (qui) godiamoci il trailer:

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Guide Dots è un’applicazione gratuita in grado di aiutare i non vedenti a scoprire il mondo attorno a loro.

L’App audio-based, è stata creata per essere un complemento multimediale al cane guida e al classico bastone bianco. L’obiettivo è quello di rendere più indipendenti ciechi e ipovedenti, che passaggiando per i luoghi urbani della loro città, possono essere raggiunti da diversi tipi di suggerimenti sia commerciali sia user generated.

Ovviamente grazie al loro smartphone che interfaccia informazioni provenienti da Google Maps e Facebook Places, con i suggerimenti degli utenti.

guide dots app via partecipactive
I suggerimenti dei membri della community (luoghi degni di nota, descrizioni, suggerimenti, percorsi, ma anche segnalazione di pericoli o  la posizione dei bagni all’interno di un locale) vanno a creare un enorme database che cresce con la community stessa. Una vera e propria walking guide di ogni città del mondo creata in modo partecipativo.

Guide Dots (qui il sito) è un progetto realizzato da VML in collaborazione con Y&R Singapore e UDKU Australia e ha rappresentato un vera sfida per information architect e interface designer. L’estetica dell’app, la sua interfaccia e in generale l’experience design – secondo le parole dell’Executive Creative Director di VML – hanno rappresentato l’aspetto da superare:

This project really gave us a whole new perspective about interface design and aesthetics. How do you design for an audience living with low vision or complete blindness? We had to consider high contrast color choices for those with limited sight and designing within smartphone accessibility best practices like navigating with touch and audio. ‘Does it look pretty’ no longer played a key role, while experience design was more critical than ever.”

La video-case che segue mostra in dettaglio i meccanismi complessi di questa App, che non è la prima dedicata ai non vedenti (ricorderete Project Third Eye), segno che il mondo del mobile può rappresentare il vero punto di svolta per l’indipendenza dei non vedenti.

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Informazioni, Videocase e immagini di Guide Dots, tratte dal sito ufficiale, dalla pagina di Guide Dots su Android Play e dal sito di VML.

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McDonald’s UK ha lanciato il 20 maggio My Burger, un’operazione di crowdsourcing che invita la fanbase a creare un hamburger originale da affiancare al Big Mac in 1200 ristoranti britannici a partire dal prossimo ottobre 2014.

Grazie a un’applicazione online (qui), i burgerofili possono combinare ben 80 tipi di ingredienti diversi, dal pane, alle salse, passando per verdure e guarnizioni. Ci sono persino il chorizo, il guacamole e l’ananas e un milione di possibilità di creare l’hamburger ideale da far votare nella community.

I 12 inventori più votati andranno alla fase finale e saranno invitati a perfezionarli nella McDonald’s Test Kitchen con l’aiuto degli chef della compagnia. Grazie alla giuria capeggiata dall’ex rugbista Phil ‘Raging Bull’ Vickery, vincitore del Celebrity MasterChef UK 2011, i 5 hamburger vincitori saranno proposti nei ristoranti Mc Donald’s per 5 settimane.

Nel video che segue il suo endorsement all’operazione e una breve spiegazione alle funzionalità dell’online burger builder.

Grazie a un vero e proprio configuratore di panini (qui) è facile realizzare la propria creazione, dargli un nome e coinvolgere gli amici dei social network allo scopo di salire le posizioni della classifica popolare grazie ai loro voti. E ovviamente, promuovere l’iniziativa.

Non è forse questo l’aiuto che di solito rendono i fan ai brand partecipando alle loro iniziative partecipative?

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Ogni panino creato entra nella gallery (qui) che li raccoglie suddivisi per categoria e caratteristiche organolettiche.

Dopotutto le caratteristiche che esaltano la qualità del prodotto – vero fine secondo me di questa campagna – sono sempre presenti e raggiungibili negli approfondimenti di ogni creazione.

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Dal 15 ottobre 2014 i 5 hamburger finalisti saranno nei ristoranti McDonald’s per 5 settimane.

Come previsto ne rimarrà soltanto uno, chi sarà il vincitore?

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Fonte Sito McDonald’s UK. Immagini tratte da My Burger. Video tratto dal canale YouTube di McDonald’s UK .

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