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Il 30 giugno 2011 si è concluso nella mia Bologna il progetto Green Army, grazie a un evento che ha trasformato Piazza Maggiore e la Fontana del Nettuno – con le modalità di un flash-mob – in qualcosa a metà tra un giardino e un Garden shop gratuito.

Si è trattato dell’evento conclusivo del laboratorio di botanica partecipata organizzato dall’associazione di creativi Crudo che si è tenuto alle Officine Minganti di Bologna da metà maggio a fine giugno. Un modo per sensibilizzare soprattutto i giovani sulla realtà di città sempre più cementificate e inquinate, ma anche un modo per dire che è possibile rimediare ai danni dell’ambiente utilizzando la scienza e la natura stessa.

I partecipanti al laboratorio sono stati coinvolti nella semina di centinaia di piante fitorimedianti, basando il lavoro sulle ricerche condotte nella struttura Ecotekne dell’Università del Salento In questa struttura sono stati svolti esperimenti di fitorimediazione sulla specie Sonchus Oleraceus: la sua coltivazione è oggi considerata una tecnica sperimentale per contrastare l’inquinamento da smog e da metalli pesanti accumulati nel terreno.

Durante l’evento (qui il filmato da Repubblica Bologna) le piantine sono state regalate a chiunque si è dichiarato in grado di piantarle nel proprio giardino o in spazi verdi abbandonati.

Dopo aver pubblicato il post su Tassa.li (l’applicazione mobile che permette di geotaggare l’evasione fiscale in Italia) ho ricevuto la segnalazione che esiste un sito che dal 2008 affronta gli stessi temi e che ha evidenziato ad oggi un’evasione fiscale di € 26.324.024,56 grazie a 132.094 casi documentati dagli utenti anche se non si appoggia direttamente su un applicazione mobile.

Si tratta di Evasori.info – il progetto di un Professore di Informatica che desidera rimanere anonimo – e che spiega così le sue intenzioni:

Sono un italiano che lavora da molti anni come professore di informatica in una università estera. Sviluppo e sostengo il sito su base volontaria, principalmente di notte. Quando vengo in Italia, mi rattristo nell’osservare la diffusa mancanza di senso civico tra i tanti italiani che si sentono giustificati nel truffare i loro concittadini evadendo le tasse, con la scusa che tanto lo fanno tutti, o dando la colpa allo stato, la casta, o altre categorie. Invece di battersi per una soluzione, gli evasori diventano parte del problema. Essendo un po’ idealista, spero che il sito possa dare un piccolo contributo a risvegliare la nostra coscienza sociale. Preferisco rimanere anonimo per motivi di privacy. Ai molti amici e colleghi che hanno contribuito ad evasori.info con i loro consigli: grazie! (Sapete chi siete.)”

Le idee sono nell’aria, a volte riguardano temi che notiamo tutti ma che non sappiamo come fare per contrastarli direttamente, a volte riguardano soluzioni delle quali non ne veniamo a conoscenza immediatatamente ma solo dopo ricerca. A volte vengono a più persone senza sapere dell’impegno già svolto da altri.

Il progetto Evasori.it, oltre ad avere un sito, una versione ottimizzata per iPhone e Android e una per Cellulari Wap/Wml, ha anche un’applicazione Facebook e un profilo su Twitter, segno che il Prof sa come fare affinchè nessuno abbia più scuse a denunciare l’italico malcostume. Chi evade deruba anche te: oltre ad essere il claim del sito del Prof è una realtà è una grande verità.

L’anonimato è garantito, i social network e il mobile davvero ben integrati: cosa aspettate a segnalare chi ha reso l’Italia il paese con la tassazione più alta d’Europa e forse del mondo intero?

UPDATE

Dopo esserne rimasto affascinato ed averlo cercato attraverso i social network, sono riuscito prima a parlare via Skype e poi a intervistare il misterioso professore. L’intervista – che vi consiglio di leggere se volete saperne di più sul progetto Evasori.info – la trovate qui. 

Tassa.li è una piattaforma partecipativa costituita da un’applicazione mobile e un sito integrato con i social network, che permette di geotaggare attività e esercizi commerciali, ogni volta che non viene fatto uno scontrino fiscale o emessa la fattura per beni regolarmente pagati.

Sappiamo tutti che l’evasione fiscale è un fenomeno molto diffuso nel nostro paese ed è la ragione per cui chi paga le tasse deve pagarne così tante.
Se tutti pagassero le tasse come dovuto, ne pagheremmo tutti meno, come spiega in rete l’ideatore Edoardo Serra:

Il problema non si crea a livello di azienda, quanto tra il commerciante e il privato, che spesso non ha molto interesse a richiedere lo scontrino fiscale. Eppure ognuno può dare il suo contributo: quando tutti pagano le tasse, il beneficio diventa collettivo”

Non è una piattaforma per delatori – proprio come succede per Tagrs: sia il segnalatore, sia il segnalato, rimangono infatti rigorosamente anonimi, mentre l’ammontare della cifra totale non tassata è ben visibile sia nel sito che nell’applicazione.

Tassa.li vuole essere solo un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica su una pessima abitudine e evidenziare oltre ai luoghi dove il fenomeno è più diffuso.

Faccio però fatica a pensare, anche se non è nelle intenzioni dell’ideatore, che la G.d.F. non userà la mappa per i suoi scopi visto il dettaglio del geotag!

Il progetto Tassa.li è stato presentato durante la Startup Weekend ospitata da I3P (l’incubatore di imprese innovative del Politecnico piemontese che finanzia progetti brillanti proposti da giovanissimi) ed è stato realizzato oltre che da Edoardo Serra (ideatore e portavoce), anche da Bruno Bellissimo (che firma l’applicazione nell’Apple Store), Riccardo Triolo, Matia Gobbo e Nicoletta Donadio.

L’applicazione è scaricabile gratuitamente nell’Apple Store e nell’Android Market e immediatamente utilizzabile previa “integrità morale” dell’utilizzatore, com ben spiegato nel sito di Tassa.li.

Il fenomeno dei Graffiti tag è sicuramente controverso.

Per alcuni sono opere d’arte. Per molti cittadini qualcosa che deturpa le loro proprietà e le città. Per gli autori – dicono i sociologi – un segno di autodeterminazione. Per la Contea di Orange un costo di pulizia da 5 milioni di dollari (per il Ministero della Giustizia statunitense è una sberla da una decina di miliardi di dollari l’anno a livello nazionale). Per lo Sceriffo di Orange County un problema da risolvere.

Come fare? Inventando il TAGRS, il Tracking and Automated Graffiti Reporting System un sistema che coinvolge cittadini e rappresentanti della legge per ‘taggare’ i ‘tag’ dei graffitisti.

Una richiesta di delazione informatica al servizio della legge grazie a un’applicazione per smartphone Android che geolocalizza, scheda e invia le informazioni a un database.

Uno strumento utile alla cittadinanza per segnalare la posizione, le dimensioni del graffito e inviare la sua immagine; utile alla polizia per identificare i colpevoli grazie ai dati presenti nel db (incrociando tecnica, moniker e trend di realizzazione dei graffiti); utile ai contractors che si occupano della pulizia dai tag, che possono determinare immediatamente il colore utile per coprire il tag e a quantificarne il costo e la mano d’opera necessaria.

Il programma TAGRS (anche su Facebook nella pagina del suo creatore) ha avuto successo. Ha castigato writers recidivi, ridotto i costi di pulizia ma soprattutto l’interesse dei giovani in questa pratica, lo dice il Magazine del Dipartimento dello Sceriffo di Orange County. La storia di tutto il programma è invece in The OC Sheriff Blog.

Nel marzo 2011 anche la Polizia di Los Angeles ha aderito al programma. A quando l’adesione (o la replica) di qualche città italiana?

Occhio ragazzi!

Se volete invece taggare oggetti e pareti senza creare nessun danno, c’è un’App creata dal canale televisivo inglese Channel 4!

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RockCorps è un progetto tanto bello quanto semplice: basta fare 4 ore di volontariato per la propria comunità per avere in cambio biglietti gratuiti per concerti esclusivi.

Questo in sintesi è quello che si è inventata la production Company pro-social (pro come a favore di e social come socialmente utile) RockCorps, nata negli Stati Uniti nel 2005 e che si prefigge di usare la musica per ispirare le persone e coinvolgerle all’interno delle loro comunità.

Nel 2008 RockCorps è sbarcata in UK, nel 2009 in Francia e nel 2010 in Israele. Negli anni è stata sostenuta economicamente da Boost Mobile negli Stati Uniti e Orange nelle tre nazioni in cui è presente. In UK è stata sponsorizzata da Sony-Ericcson il primo anno per poi lasciare il passo a Blackberry.

Con le sponsorizzazioni e l’expertise di produzione musicale, RockCorps è riuscita a organizzare dal 2005 una trentina di concerti e gig esclusive con artisti di primo piano, come Lady GaGa, David Guetta, Lil Wayne, T.I., Akon, Nelly, Nas, Snoop Dogg, Kanye West, Young Jeezy, Korn, N-Dubz e Vampire Weekend. Questi concerti hanno rappresentato i premi per 80.000 persone che nel corso degli anni hanno regalato le proprie 4 ore di volontariato.

Ma chi è che coordina i volontari e concretizza i progetti sociali? RockCorps collabora da sempre con comunità locali e associazioni no profit che riescono a farlo perfettamente grazie alle loro capacità organizzative e alla conoscenza del territorio.

Il sito aiuta tutti i processi organizzativi e permette ai membri della community di essere informati, di interagire, di restare in contatto e addirittura di scegliere i progetti da realizzare.

Un perfetto mix di online e di offline, una grande idea che fa funzionare il volontariato e lo rende notiziabile.

E’ proprio vero che “Give, Get given” e che anche così si può cambiare il mondo.

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Il canale You Tube di Orange RockCorps è invece qui.