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Natalia_project-Civil Rights Defenders-via partecipactive-crowdsourced protection

I think most of us would like to do something when we hear what these civil rights defenders do and what they risk. But, it happens so far away and there’s so much going on in everyone’s everyday life already. The Natalia Project makes it easy for anyone to contribute, in a very direct way, to the lives of civil rights defenders at risk today.”

Robert Hårdh, Executive Director
of Civil Rights Defenders

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The Natalia Project, chiamato così in onore dell’attivista per i diritti umani Natalia Estemirova rapita e uccisa in Cecenia nel 2009, è il primo sistema di protezione degli attivisti dei diritti civili e politici alimentato dalla rete e dai social network.

Il progetto è promosso da Civil Rights Defenders, un’organizzazione indipendente svedese attiva dal 1982 nella difesa dei diritti civili e politici non solo nel proprio paese ma anche in Asia (Centrale e Sud est), Est Africa, Balcani e Est Europa.

Se avete poco tempo per conoscere questo progetto guardate solo il video che segue.

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Per proteggerli, gli attivisti a rischio di rapimento o aggressione, vengono dotati di uno speciale braccialetto.

In caso di attacco, il braccialetto viene attivato e lancia un allarme – segnalando l’esatta localizzazione GPS – direttamente alla sede di Civil Rights Defenders a Stoccolma e ai sostenitori che hanno aderito al progetto e che si trovano nelle vicinanze. L’abilità di agire rapidamente in situazioni come queste può fare la differenza tra la vita e la morte.

CRD_Natalia_2_basic-via-partecipactive

Ciò che rende unico il braccialetto è che una volta attivato, lancia automaticamente un update agli account Facebook e Twitter del Natalia Project. Questo significa che in pochi istanti centinaia di migliaia di persone vengono a conoscenza di quanto sta accadendo ad un dato attivista e possono iniziare immediatamente a rivolgere pressioni politiche ai colpevoli. Se c’è una cosa che regimi e dittature cercano di evitare ad ogni costo è l’attenzione internazionale per le loro “politiche interne”. Questo fa del progetto una sorta di “protezione virtuale” agli attivisti a rischio.

Nella tavola che segue è spiegato, anche con particolari tecnici, come funziona l’intero progetto. Ingranditela cliccandoci sopra.

CRD_NATALIA_long_Eng-via-partecipactive_crowdsourced-activismI primi braccialetti sono stati distribuiti alla Civil Rights Defenders’ conference, Defenders’ Days, che si è tenuta a Stoccolma dal 2 al 5 aprile 2013. Il progetto prevede di equipaggiare altri 55 difensori dei diritti civili entro la fine del 2014.

Inutile dire quanto sia importante la ricerca di sponsor e finanziatori, potete farlo anche voi nell’apposita sezione del sito del progetto (qui). Se invece volete supportare il progetto grazie ai social media, seguite il progetto su Facebook (qui) o Twitter (qui).

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Immagini e informazioni tratte dal presskit e dal sito del progetto.
Agenzia RBK Stockholm.

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Se siete a Roma lunedì 9 luglio, vi segnalo un’importante evento organizzato da IED Roma (la scuola dove insegno anch’io a Milano) e Cross-Media.it. Per un giorno infatti, la capitale si trasformerà nella capitale del Transmedia in occasione dello special Talking IED di Henry Jenkins, massimo esperto mondiale di culture partecipative e transmedialità per la prima volta a Roma.

Tema dell’incontro sarà: La Generazione Transmediale. Come i giovani creativi e la cultura partecipativa stanno cambiando il mondo attraverso i media. Con Jenkins interverrà e dialogherà Max Giovagnoli, coordinatore del corso triennale di Media Design dello IED di Roma, che spiega:

“Fare transmedia significa ideare forme di racconto distribuite su più media simultaneamente e capaci di mutare in base al linguaggio e al pubblico di ciascuno di essi. Trasformare prodotti creativi in grandi universi partecipativi in ambito globale”.

Henry Jenkins (qui la sua bio su Wikipedia) insegna alla University of Southern California ed è stato per anni co-direttore del Comparative Media Studies Program del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Il suo saggio Convergence Culture ha formato la nuova generazione di ricercatori e creativi in tutto il mondo. Recentemente ha creato il Participatory Culture and Learning Lab a Los Angeles e si sta occupando di New Media Literacy, di Media Activism e di Participatory Politics individuando i processi culturali, creativi e tecnologici che stanno cambiando il modo di raccontare storie della “generazione transmedia”, di cui è stato il primo teorizzatore.

La Transmedia Generation è formata da giovani creativi che stanno pensando, imparando, sviluppando nuovi strumenti di comunicazione e si stanno mobilitando politicamente in modo mai così autonomo e consapevole, grazie al loro maggiore controllo sulla costruzione di senso e contenuti, e sulla circolazione del sapere affidata in particolare ai new media. Transmedia mobilization, spreadable media, fan activism, participatory learning, viral media sono alcune delle parole chiave del nuovo vocabolario che sta segnando il passo di questa rivoluzione culturale, affidata alla participatory culture che la sta guidando e realizzando in tutto il mondo.

Sono sicuro che tornerò presto sui progetti che vedono Henry Jenkins come guru, visti gli argomenti particolarmente interessanti per i lettori di Partecipactive. Se volete seguirlo vi rimando al suo blog ufficiale Confessions of an Aca-Fan (qui). L’Aca-Fan altro non è che una creatura ibrida che in parte è un fan e in parte è un accademico.

Chissa se Henry Jenkins sarebbe contento del corso che tengo allo IED Milano nel Master Art & Copy Il potere della folla: come nei progetti collaborativi, grazie a Internet e al coinvolgimento degli utenti finali, cambiano i modelli di business, la comunicazione, il design, l’intrattenimento e la vita sociale.

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L’evento si terrà il 9 luglio, dalle ore 18,30 alle 20,30 presso la scuola di Visual Communication dell’Istituto Europeo di Design di Roma in Via Alcamo 11. E’ gratuito e l’accesso è libero fino ad esaurimento posti.

Per informazioni:
Ufficio Comunicazione IED Roma
Francesca Castenetto // f.castenetto@roma.ied.it // Tel. 06.7024025
Max Giovagnoli // direttore@cross-media.it

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Immagini tratte dal blog di Henry Jenkins.
Grazie a Francesco GRZ Grandazzi per la segnalazione.

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