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Non tutti sanno suonare uno strumento o hanno studiato in una scuola di musica, ma anche per loro è ora possibile comporre una canzone. Ma non una canzone qualsiasi, la canzone perfetta.

Impossibile? Assolutamente no, grazie i principi e ai meccanismi espressi dalla teoria della saggezza della folla (se volete approfondire fatelo qui).

Questo è quello che sta cercando di dimostrare Brandon Ferris, un programmatore che vive nella Repubblica Dominicana, attraverso il progetto CrowdSound che sostiene un principio molto semplice:

If the majority believes a certain note sounds best after a combination of previous notes, the majority should also believe that all such crowd-picked notes sound pleasant together.”

Attraverso un tool di votazione molto semplice, è possibile scegliere la nota successiva, quella che secondo noi sta meglio e contribuire alla stesura finale della melodia basata su una struttura compositiva standard. Dopo 100 voti, la nota più gradita viene scelta e si passa oltre nella composizione.

CrowdSound-via-Partecipactive_voting

Fino ad ora il progetto ha coinvolto oltre 45.000 persone provenienti da 145 paesi diversi e  mancano ancora 46 note per completare la canzone. Poi si passerà – sempre in crowdsourcing – a comporre il testo della canzone.

Quindi, se volete sentirvi anche voi un po’ Lennon & McCartney, non avete che da ascoltare la composizione e scegliere la nota che vi suona meglio.

Probabilmente il crowdsourcing non rappresenterà il futuro della composizione e la gente non si sostituirà al genio dei grandi compositori, ma come la mettiamo se poi ci troviamo primi in classifica?

 

Fonti CrowdSound e The Daily Dot.
Immagini dal sito dell’iniziativa.
Grazie a Francesco Grandazzi per la segnalazione.

La notte del 2 aprile 2012, è stata presentata in streaming live dal Lincoln Center di New York , la terza opera dell’Eric Whitacre’s Virtual Choir: Water Night.

La prima di un coro che vive solo in Internet, composto da 2945 cantanti di 73 paesi diversi, preparato e diretto online da Eric Whitacre (qui il suo sito).

Godetevi Water Night.

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Dopo la world premiere, ripercorriamo la storia del progetto, ma se avete poco tempo, guardate solo questo video.

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Oppure passate oltre.

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VC0, gli inizi.

Nel 2009, Eric riceve da una fan un video messaggio:

Hi Mr. Eric Whitacre. My name is Britlin Losee, and this is a video that I’d like to make for you. Here’s me singing “Sleep.” I’m a little nervous, just to let you know. ♫ If there are noises ♫ ♫ in the night ♫

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Eric è un noto musicista e conferenziere statunitense, ma è soprattutto il più grande compositore e direttore di coro della sua generazione. Dopo aver visto il video di Britlin gli viene un’idea:

Se potessi coinvolgere 50 persone a fare lo stesso, cantare le loro parti – soprano, alto, tenor and bass – in qualunque posto esse siano nel mondo e postare i video su YouTube, potremmo unire tutte le parti insieme e creare un coro virtuale.

Prepara un video dove conduce il coro immaginandone il risultato, lo posta su YouTube, distribuisce gli spartiti attraverso il suo sito e incomincia a ricevere contributi. Per un piccolo solo di soprano fa addirittura le audizioni selezionando la miglior esibizione ricevuta.

Il risultato è una serie di versioni della sua composizione Sleep che lo convince a passare a un progetto più ambizioso.

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VC1, Lux Aurumque.

Il coinvolgimento dei fan per il progetto inizia a crescere. Scott Haines, si offre per montare i video e inizia una collaborazione che mette a termine la fase sperimentale.

Eric decide di registrare un nuovo video, dove dirige la sua composizione Lux Aurumque e chiede al Coro Virtuale di eseguire le parti. Scott edita il tutto e il risultato è questo, un coro di 185 persone da 22 paesi diversi.

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VC2, Sleep.

Nel settembre del 2010, Eric dà il via al progetto numero 2 del Virtual Choir e inizia a raccogliere le parti per la sua composizione Sleep.

Riceve 2052 performance da 1752 cantanti di 58 diverse nazionalità, individualmente uploadati su YouTube. Il risultato è un video che viene presentato al TED il primo aprile 2011 (l’intero intervento lo potete vedere qui).

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VC3, Water Night.

Nel dicembre 2011, Eric pubblica un nuovo video (qui il suo canale su YouTube) e chiama a raccolta il Virtual Choir. Il brano scelto è Water Night e il progetto è sempre più ambizioso perchè cercherà di coinvolgere il maggior numero di coristi possibile.

Rende disponibili nel suo sito gli spartiti e degli esempi di esecuzione delle singole parti da membri del VC3 (Britlin è una di queste) e mette la base musicale su Sound Cloud. Pubblica un video che contiene le istruzioni per la registrazione e la sua direzione.

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I risultati sono eclatanti: 3746 video ricevuti: 1190 parti da Soprano, 1075 da Alto, 651 da Tenore e 830 da Basso, eseguite da 2945 persone di 73 paesi diversi.

Coinvolgere quasi 3000 persone appartenenti a un target tutto sommato ristretto come è quello dei cantanti di coro, non è facile.

Ma se questo è successo è perchè il Virtual Choir è un esempio di progetto partecipativo che segue con rispetto le regole d’oro d’ingaggio delle community: relazione, coinvolgimento, semplicità di realizzazione, istruzioni chiare e reward elevato.
Ma non solo, le ragioni del successo stanno anche nella grandissima regia, nella perfetta organizzazione e nel corretto utilizzo degli strumenti che la rete offre. Aspetto non trascurabile in ogni progetto che deve unire così tanti contributi ricevuti dalla propria community.

Bravo!
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Per rimanere aggiornati sul prossimo progetto VC4, basta registrarsi al Fanzone nel sito di Eric Whitacre (qui).

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Immagini tratte dal sito di Eric Whitacre e dal canale ufficiale su YouTube.

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