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Vi ho già parlato (qui) del Nokia Tune Remake, il concorso per realizzare una nuova versione del Nokia Tune, il famoso Gran Vals, il brano più ascoltato nel mondo: 1.728.000.000 volte ogni giorno.
La nuova versione sarebbe entrata di diritto il prossimo anno in 100 milioni di nuovi smartphone Nokia, nel Nokia Store per tutti gli altri e avrebbe fatto vincere 10.000$ al suo realizzatore.

Per farlo, lo scorso 5 settembre Nokia ha coinvolto la community di AudioDraft (esperti mondiali di crowdsourcing musicale) e ha lanciato il concorso che invitava a cimentarsi con il Nokia Tune per realizzare versioni più moderne, creare nuove parti musicali, suoni e arrangiamenti.

Dopo 4 settimane, dopo 6.200 proposte inviate da parte di 2.800 sound designer di oltre 70 paesi, dopo che 1 milione e 400 mila utenti hanno visitato il sito del concorso ascoltando più di 11 milioni di volte le proposte e dopo 100.000 condivisioni su Facebook e Twitter, abbiamo un vincitore.

Un italiano.

Si chiama Valerio Alessandro Sizzi, ha ventidue anni e vive in una piccola città in provincia di Milano e ha vinto con Nokia Tune Dubstep Edition, che potete ascoltare qui (ovviamente è la prima).

Ho pensato che una versione di Nokia Tune allegra, moderna e di tendenza sarebbe stata l’ideale: se vuoi offrire i prodotti più moderni anche il tuo sound dovrebbe essere il più moderno possibile”

ha detto il vincitore, un DJ che lavora anche come produttore e A&R (scopre i nuovi talenti) per un’etichetta discografica indipendente.

Nokia Tune Dubstep Edition si è distinta soprattutto per l’energia e la sua forza incontenibile. Stavamo cercando una melodia giovane, espressiva, originale, ma che trasmettesse anche lo stile di Nokia, e questa melodia soddisfa indubbiamente tutti i requisiti in modo magistrale”.

ha ribadito Julian Treasure, uno dei giudici del concorso Nokia Tune e Presidente di The Sound Agency.

Direi che le parti si sono incontrate.


Sono molto contento per la vittoria di Alessandro, ma mi spiace vedere che la suoneria con più “Like” da parte degli utenti: The Great Marvelous (39.494 contro i 1.394 del vincitore) e il maggior numero di “Share” (47.600 contro i 1.600 del vincitore), non abbia raggiunto almeno i 5 Runner Up.

La folla aveva scelto The Great Marvelous ma non sarà mai parte delle suonerie di default dei nuovi Smartphone Nokia.
Prima di esprimere un giudizio, ascoltatela bene (la trovate qui al decimo posto).

Cosa ne pensate?

– La giuria ha disatteso un giudizio popolare e ha privato gli utenti della loro suoneria preferita;

– La giuria ha pensato che la folla li stava prendendo per il culo.

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La Local Motors è una car company statunitense di nuova generazione, che propone un modello per cambiare le modalità con le quali sino a ora le auto sono state progettate, costruite e vendute.

Fondata dall’eclettico John “Jay” Rogers, in meno di 4 anni fa Local Motors ha prodotto con soli 20 dipendenti oltre 60.000 concept di nuove auto e una auto vera: il Rally Fighter.

Ovviamente non ha fatto tutto questo da sola, ma con i 12.000 membri della sua community di designer, appassionati, ingenieri e clienti coinvolti in un processo di co-design totalmente open source.

Durante tutte le fasi della progettazione, i dati utili e i modelli 3D, dal telaio alla carrozzeria, vengono messi a disposizione e condivisi. Ogni membro della community mette a disposizione la sua esperienza e interviene a migliorare il progetto, un po’ come succede per Quirky (ne ho parlato qui), oppure partecipa ai Contest per la progettazione dei componenti dell’auto. Tutti intervengono utilizzando gli strumenti e i software offerti dalla piattaforma online di Local Motors (qui).

Chi vuole approfondire i meccanismi, le motivazioni e il modello di business di Local Motors può farlo grazie al video che segue.

Le auto sono costruiti al momento solo presso la casa madre di  Wareham, Massachusetts e la succursale di Chandler, Arizona, ma il progetto prevede che saranno realizzati altri piccoli stabilimenti nelle zone dove ci sarà più richiesta. Anche per questo le auto di Local Motors sono a basso impatto ambientale: vengono costruite a livello locale, solo su ordinazione e con materiali che rispettano l’ambiente.
Non vengono neppure usate vernici, l’auto verrà personalizzata dai clienti stessi dopo la consegna.

Ma affinché questa esperienza di co-creazione sia completa, i clienti che lo desiderano, possono partecipare alla costruzione della loro auto.
Local Motors prevede infatti un pacchetto di 6 giorni dove mette a disposizione tecnici, attrezzi, spazio per la costruzione e anche un corso di guida per ritornare a casa al volante della propria nuova auto. Qui c’è la descrizione del pacchetto completo auto + 6 giorni nella micro-factory a 74,900$!

Chi vuole vedere il Rally Fighter in azienda non perda questo video!

Ma non è finita qui.

Local Motors e i suoi 12.000 membri non si fermano mai: sono stati infatti la prima community online chiamata a partecipare alla co-creazione di un veicolo militare.

Nel pieno rispetto delle modalità della piattaforma di Local Motors e al suo workflow, agli inizi del 2011, nel sito è stato indetto un Contest in partnership con il DARPA (l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa) per l’ideazione di un Experimental Crowd-Derived Combat-Support Vehicle.
A 6 mesi dall’inizio del contest, via via migliorato e perfezionato, nasceva l’XC2V. Vedremo se riuscirà a diventare nei prossimi mesi un veicolo in uso all’Esercito Americano.

E se fosse, gli XC2V li costruiranno direttamente in caserma?


Da oggi avete quattro settimane per creare la nuova versione del Nokia tune, la più classica delle suonerie, uno degli audio brand ascoltati con maggior frequenza ogni giorno in tutto il mondo, un motivetto che si ripresenta nelle occasioni più disparate.

Per la prima volta dal lancio della suoneria Gran Vals nel 1994, Nokia invita il suo pubblico a realizzare una nuova versione della sua suoneria-icona. Lo fa con AudioDraft: una community di 3000 musicisti e sound designer da tutto il mondo che partecipano abitualmente agli ‘open sound design contest’ dove i vincitori vincono denaro, ma anche, come in questo caso, la gloria imperitura di aver riarrangiato il Gran Vals di Tárrega che entrerà a far parte delle suonerie standard dei telefoni del brand finlandese.

Nel Nokia Tune Remake trovate oltre a tutti gli ultimi upload, anche le istruzioni per inviare il vostro file audio.

Buona fortuna!

[UPDATE] I risultati del Nokia Tune Remake.

Dal momento che ho conosciuto Evasori.info sono rimasto affascinato dal progetto di una piattaforma sociale dove la collettività può agire a favore della collettività stessa.

Ma ancor di più mi ha affascinato la figura del suo creatore. Una persona che un giorno aveva deciso di agire per qualcosa in cui credeva; e per questo aveva speso ore a progettare, sviluppare e amministrare una piattaforma online al solo scopo di risvegliare la coscienza sociale.

Ho incominciato a immaginarlo come un vero supereroe al servizio della collettività: deciso, attivo, con degli ideali. Aveva anche un’identità segreta.
Ben prima di aver fatto queste considerazioni – come avevo anticipato qui – l’avevo contattato tramite Facebook.

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Un paio di giorni dopo mi ha risposto via email. Era disponibile a parlare con me via Skype, ma dovevo garantire il suo anonimato: nel nostro simpatico paese era stato minacciato per aver dato corpo al suo progetto. Alla faccia dei supereroi.
Ho garantito e ho parlato con lui via Skype.

Di fronte a un avatar simpsonizzato, ho sentito la sua voce, sicura, giovane, decisa, diretta e le sue risposte sincere. Questo è quello che ci siamo detti.

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Sostieni nel tuo sito che subire l’evasione fiscale non è essere tolleranti, ma complici nell’evasione. Chi non chiede lo scontrino o la fattura costringe molti di noi a pagare più tasse perchè le paghiamo anche per quelli che le evadono, Che cresce il disavanzo pubblico e peggiorano i servizi ai cittadini e alle fasce più deboli della società. Una vera tragedia sociale.

Perchè secondo te gli italiani non capiscono che questo malcostume è un danno che causano a loro stessi? Come convincerli a chiedere la ricevuta?

A parte quelli che approvano l’evasione (per vari motivi che considero sospetti), temo che molti non si rendano conto del loro ruolo e del loro potere. Siamo abituati a pensare “non ci posso fare nulla” oppure “non è mia responsabilità.” Un altro fattore è la normale riluttanza ad ingaggiare un rapporto conflittuale – chiedere scontrino o fattura è un po’ come dire “tu sei un evasore.” Questo ha un piccolo costo sociale. È normale tendenza umana evitare azioni con costi immediati, seppur piccoli, specialmente quando il premio è distante ed incerto.

Uno strumento come Evasori.info si propone di abbassare il costo sociale dell’azione, facendo vedere che ci sono tante persone che la pensano come noi. Allo stesso tempo si deve rendere più visibile il vantaggio del comportamento corretto: se tutti richiedessero lo scontrino o fattura, lo stato potrebbe offrire servizi migliori ed abbassare la pressione fiscale per tutti. Infine, se i cittadini cominciassero a sentirsi più responsabili, ci sarebbero ripercussioni positive anche sulla nostra classe politica. Lo stato siamo noi.

Ti ricordi il giorno che iniziato a sviluppare la piattaforma di Evasori.it? Era successo qualcosa di particolare? C’è stato un episodio scatenante?

Tanti anni fa mia madre ebbe bisogno di un avvocato, e mi disse che tale avvocato si faceva pagare con degli assegni intestati a sé stessa, e girati. In tal modo l’avvocato evadeva ogni controllo fiscale. Mia madre mi spiegava che era ingusto e disonesto, ma non c’era niente da fare.

Molti anni dopo, vivendo all’estero, mi resi conto che questo non succede in tutto il mondo ma solo in certi paesi come l’Italia. Tornato in Italia per un anno sabbatico, mi imbattei nello stesso comportamento con medici, ristoranti, etc. Questo mi rese furioso. Richiedevo la fattura (pur non avendone bisogno) ma decisi che dovevo fare qualcosa di più.

Per aprire la coscienza delle persone le hai invitate ad agire. Per permettere alle persone di farlo hai agito per primo creando una piattaforma partecipativa online.
Qual’è la tua opinione in relazione alle azioni collettive in Internet. La rete è solo uno strumento utile e comodo all’organizzazione in remoto, o è qualcosa di più?  

La rete è evoluta negli ultimi 15 anni da strumento individuale a strumento sociale. La tecnologia facilita le nostre interazioni, ma dobbiamo usarla anche per migliorare il mondo. In certi casi questo succede in modo clamoroso, come osserviamo vedendo il ruolo dei social media nelle rivoluzioni del mondo arabo.

È importante che i giovani (che crescono con Internet come la nostra generazione crebbe con la TV) si rendano conto del loro potere e delle loro responsabilità. In Italia la rete può aiutare a ricostituire la nostra coscienza sociale, il nostro senso civico, a partire dai giovani.

Ti sei messo in gioco (e con te migliaia di persone) in quella che in pubblicità sarebbe una vera campagna, magari anche con il bollino di ‘Pubblicità Progresso’. Non pensi che avrebbe dovuto farla lo stato anzichè i liberi cittadini? Hai evidenza di azioni simili in altri paesi?

Purtroppo in Italia si alternano governi con politiche anti-evasione semi-serie a governi che si schierano con gli evasori, che giustificano l’evasione, e che aumentano l’ingiustizia sociale. Quindi una campagna di questo tipo non c’è stata finora. È un peccato perchè potrebbe essere molto efficace.

Per esempio un collega sudamericano mi ha raccontato che il suo paese soffriva dello stesso problema di evasione endemica. Negli anni ’80, mi pare, il governo fece una massiccia campagna pubblicitaria usando TV, radio, cartelli etc, dipingendo gli evasori come ladri. L’opinione pubblica cambiò radicalmente in breve tempo, il comportamento che prima veniva subito come inevitabile divenne inaccettabile, gli evasori cominciarono a vergognarsi del loro comportamento, e il problema fu largamente risolto. Oggi in questo paese, come in USA dove vivo e nella maggior parte dei paesi dove viaggio, non è pensabile non ricevere una ricevuta quando si effettua una transazione.

Il tuo sistema di presentazione dei dati evita la perfetta localizzazione del presunto evasore fiscale, mi piacerebbe sapere perchè.

La localizzazione precisa potrebbe permettere di identificare il presunto evasore. Questo presenterebbe vari problemi. Primo, si tratterebbe di delazione, che non e’ lo scopo di Evasori.info. Secondo, non sarebbe giusto accusare qualcuno anonimamente, non permettendo all’accusato di difendersi. Se si vuole fare una denuncia, ci si deve rivolgere alla Guardia di Finanza – come invito gli utenti del sito a fare – ma tale esposto non può essere anonimo; si devono dare le proprie generalità. Infine, ci sarebbe un incentivo ad abusare del sistema per attaccare un “nemico.” Questo diminuirebbe l’affidabilità dei dati. Il sito correrebbe anche il rischio di denunce per diffamazione.

Tutte le segnalazioni sono anonime, i segnalati rimangono anonimi, tu sei anonimo, ma i dati esistono. Ti ha mai contattato l’agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza per saperne di più?

No. Peccato perchè le autorità potrebbero approfittare di un sistema come Evasori.info per incoraggiare i cittadini a comportarsi in modo legale. Per esempio si potrebbe fare un gemellaggio in modo che una volta fatta la segnalazione, il cittadino potrebbe essere invitato a fare un esposto ufficiale sul sito della GdF. Oppure la GdF potrebbe sviluppare un sistema simile. Metterei la mia esperienza a loro disposizione.

Purtroppo temo che l’agenzia delle entrate e la GdF non abbiano le risorse per combattere adeguatamente l’evasione. Possono a mala pena graffiare la punta dell’iceberg. Me ne sono reso conto un giorno del 2008 quando andai a fare un esposto, dopo che un commerciante si rifiuto’ di darmi una ricevuta fiscale nonostante la mia richiesta. I poveri finanzieri non avevano nemmeno dei computer decenti e una connessione a Internet per accedere al sito Evasori.info! Il mio esposto fu battuto a macchina – erano decenni che non vedevo una macchina da scrivere in un ufficio! Ecco perchè non possiamo scaricare le nostre responsabilità sulle istituzioni.

Quattro anni di attività ti hanno fatto conoscere abbastanza bene al pubblico dei media e di Internet: hai organizzato una rete di migliaia di persone che seguono la piattaforma tramite web, Twitter e Facebook. A che punto è la campagna, a che punto è la presa di coscienza e se esiste, ne hai evidenza nei messaggi privati che ricevi? Non ci saranno solo quelli che ti minacciano.

No per fortuna, la maggior parte dei messaggi che ricevo sono di apprezzamento. Questo mi dà la carica per continuare, la speranza che possa servire a qualcosa. Ad oggi, il sito è stato visitato da circa 160 mila persone, delle quali circa il 20% torna regolarmente. Questi sostenitori hanno fatto oltre 135 mila segnalazioni per oltre 27 milioni di Euro di evaso. Inoltre nelle ultime settimane un centinaio di persone hanno cominciato a seguire Evasori.info su Twitter. Siamo ancora a una piccolissima frazione degli italiani, ma sono ottimista che il messaggio risuonerà sempre di più tra i giovani.

La condivisione dei dati sembra esprimere il tuo modo di intendere Internet: le A.P.I. sono a disposizione, i nerd dalle tue F.A.Q. possono sapere tutto del tuo sito. Quali i passi futuri? Passerà da questa condivisone dei dati? Hai in mente sviluppi futuri per la piattaforma? Poi ti dico cosa mi immaginerei io. 

Si, i dati sono accessibili e a disposizione di chi me li chiede. Sono già stati usati per alcuni studi. Un ovvio passo futuro sarebbe una migliore integrazione con piattaforme mobili. Deve diventare più facile e immediato segnalare dal proprio smart phone. Questo potrebbe aumentare la partecipazione soprattutto fra i giovani.

A me piacerebbe vedere una doppia classifica, da un lato gli scontrini che non ci hanno dato, dall’altro quelli che abbiamo richiesto o preteso e che verranno tassati. Oltre a segnalare quello che è stato evaso allo stato, sarebbe bello pensare a quello che noi abbiamo fatto per lo stato (e per noi) pretendendo semplicemente lo scontrino la volta che non ce l’hanno dato.
Che ne pensi? La solita paraculata da pubblicitario?

Sarebbe un’ottima idea! Me l’aveva suggerita anche qualcun altro, tempo fa. Non l’ho perseguita un po’ per i rischi collegati all’identificazione delle persone, un po’ per mancanza di tempo. In compenso però gli utenti di Evasori.info possono facilmente parlare delle loro segnalazioni tramite Facebook e Twitter (che sono bene integrati col sito), sostenendo e promuovendo così l’iniziativa.

Hai mai notato che c’è un certo timore a volte nel richiedere scontrino o fattura e che non sempre si tratta di opportunismo. Cosa ne pensi di realizzare un’azione che aiuti queste persone ad avere coraggio, magari organizzando uno “Scontrino Day” in un giorno preciso?

Altra ottima idea… ti nomino promotore ufficiale dell’iniziativa! Scherzi a parte, l’appoggio di creativi che fanno pubblicità come te potrebbe dare un importantissimo contributo alla causa.

La categoria dei creativi ringrazia della stima e io potrei prenderti sul serio!
Un ultima domanda. Il tuo volere restare assolutamente anonimo è un modo per rafforzare l’idea che sia la collettività stessa a parlare?

Questa è una buona interpretazione. Il progetto è di tutti quelli che partecipano. Quando usiamo Evasori.info, dobbiamo pensare ai nostri amici onesti che pagano le tasse!

Per segnalare un episodio di evazione fiscale su Evasori.info, cliccate qui!

Vignetta di Mauro Biani, dal sito Evasori.info.
© Partecipactive. Luglio 2011

In questi giorni l’Art Directors Club Italiano si interroga sul fenomeno del Crowdsourcing in relazione al Concorso indetto dal Ministero del Lavoro sulla piattaforma Zooppa.
E’ un tema complesso, controverso, molto legato alle modalità della rete.

Ha a che fare con il lavoro o è un gioco? Le opinioni sono differenti, si mette l’accento soprattutto sulle piattaforme di User Generated Advertising. Ci si chiede se lavorare alle Competition sia un’opportunità affascinante da parte delle aziende per fare le cose assieme alle persone, o sfruttamento di creativi sottopagati.

Sicuramente all’interno del mondo della creatività italiana c’è il desiderio di saperne di più. Magari dalla voce di un insider.

Stefano Torregrossa ha analizzato dall’interno il fenomeno del Crowdsourcing e lo ha raccontato attravero gli occhi di un graphic designer curioso nel libro Masse Creative, Il fenomeno del crowdsourcing: rivoluzione o fregatura?

Nel libro, scaricabile in download gratuito qui, Stefano ripercorre la storia del Crowdsourcing, ne analizza i pro e i contro dal punto di vista dell’azienda, della piattaforma, del creativo e dell’agenzia.
Si chiede se c’è la fregatura. Lo fa attraverso ottimi articoli, interviste esclusive a Alessandro Cappellotto di Zooppa e Bruno Pellegrini di UserFarm e le opinioni degli zoopers, i membri della community.

Masse Creative è un bel libro. Stefano scrive bene e racconta in modo completo e neutrale il fenomeno del Crowdsourcing con uno stile fresco, tanta infografica, ma soprattutto lasciando a noi il piacere di trarre le conclusioni.