Archivi per la categoria: Piattaforme partecipative

Gli store di applicazioni per il mobile come Apple Store, Ovi Store, Blackberry App World o il Marketplace di Windows, sono stati fino ad oggi, piattaforme che hanno coinvolto più gli sviluppatori che gli utenti finali.

Mi risulta difficile pensare a questi luoghi come piattaforme partecipative quando sono dei veri marketplace, gestiti con la tecnica del co-working e la suddivisione degli utili sulla vendita delle applicazioni, tra i loro creatori e lo store che le vende. A volte dopo lunghi tempi di approvazione, come succede per l’Apple Store.

Ho scritto fino ad oggi; il 21 aprile infatti, Nokia ha lanciato anche in Italia Ovi App Wizard, un’operazione che finalmente discosta il brand finlandese dal mondo Apple, dimostrandosi grande in fatto di apertura. Nessun player aveva offerto finora la possibilità a chiunque di essere presente in un App Store.
Per il lancio di questa operazione/progetto, Nokia ha chiamando a raccolta il popolo del web, soprattutto i blogger e i possessori di un sito, per realizzare delle applicazioni utili a rendere Ovi Store, un luogo sempre più vicino alle persone. Perchè faciliterà a rendere disponibili i contenuti delle persone.

Per fare questo Nokia ha creato la piattaforma Ovi App Wizard, che permette a chiunque di realizzare con quattro semplici passaggi e una registrazione, l’applicazione mobile del proprio sito. E tutto grazie ai feed Rss o Atom.

E’ davvero facile e oggi ho creato l’App di Partecipactive. Il risultato è dignitoso, la personalizzazione è all’altezza e si può aggiungere all’applicazione fino a 4 diversi feed. Compreso l’adattamento delle immagini, la descrizione dell’applicazione e l’inserimento dei tag ci avrò impiegato 10 minuti.

Durante i 4 semplici passaggi c’è anche la possibilità di sottoscrivere un accordo con MillenialMedia o con Mpression per condividere i guadagni dalla pubblicità.

Adesso l’ho inviata a Ovi Store per l’approvazione, il tempo previsto è di 24 ore.

[UPDATE]

Dopo un solo giorno, l’applicazione di Partecipactive è nell’Ovi Store e se avete un Nokia, la potete scaricare qui.

The Johnny Cash Project è un progetto collaborativo commemorativo dedicato a Johnny Cash, l’artista americano scomparso nel 2003.

E’ basato su un sito interattivo attraverso il quale ogni utente, può partecipare liberamente alla realizzazione del videoclip di Ain’t No Grave, disegnando con la tecnica che preferisce e attraverso i tool offerti dalla piattaforma, i frames che comporranno la timeline del videoclip. Come funziona la piattaforma con tecnologia Flash è ben illustrato nel sito di Radical Media l’agenzia a capo del progetto e nel video che segue, che ci mostra oltre al videoclip, anche il backstage e le interviste ad alcuni degli artisti.

Dopo pochi mesi dal lancio dell’iniziativa nel 2010, 250.000 artisti provenienti da 172 paesi avevano già inviato i frames per realizzare il videoclip ufficiale finalista ai Grammy 2011 per il Best Short Form Music Video. Ma il progetto non si è concluso con questo, il videoclip è in continua evoluzione, e può essere visto in migliaia di versioni differenti attraverso la piattaforma online del progetto.
E ogni volta la lista dei credits si allunga!

Un’operazione collettiva unica, “A unique communal work, a living portrait of the Man in Black”, un omaggio all’artista realizzato con le opere degli stessi fan/fruitori finali e con le modalità tipiche delle piattaforme di Crowdsourcing. Un grande progetto che nel 2010 è arrivato secondo a Cannes, ha vinto gli UK Music Video Awards e nel 2011 gli SXSW Interactive Award e gli Andy Awards.

Le menti dell’operazione sono il regista Chris Milk e il digital media artist Aaron Koblin, gli stessi del videoclip interattivo The Wilderness Downtown creato per gli Arcade Fire’s. Un videoclip personalizzabile, realizzato in Html5, integrato a Google StreetWiew e viralizzato per il lancio di Google Chrome. Se avete Google Chrome a portata di mano, provate con l’applicazione, altrimenti cè il video da YouTube.

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Uno dei progetti partecipativi italiani più interessanti di sempre è quello che riguarda i bumper di Italia Uno, gli ‘stacchetti’ prima dei lanci della rete, dove le persone esclamano: “Italia… Uno!”.

E’ dal 2001 che Italia Uno pubblicizza i suoi programmi attraverso la dimostrazione di appartenenza dei propri spettatori tramite interventi User Generated Content  e lo ha fatto ben prima di YouTube: 15.000 contributi video, quasi 100 ore di girato, ricevuti quando ancora si usava il Vhs e ben prima che il termine UGC fosse coniato.

Poi dal 2008 l’esplosione dell’iniziativa sul web, con la creazione della piattaforma 6come6 dove gli utenti possono uploadare i propri contributi video, votare, scegliere quelli che saranno poi visti in televisione e addirittura l’upload dei video nell’siola di Mediaset su Second Life. Sembra di parlare di 30 anni fa e non di 3, pazzesco che nel frattempo Second Life sia sparito nel nulla. Ma questo è Internet!

A distanza di 10 anni, Italia Uno continua a usare i bumper realizzati dalla gente per la gente (altri esempi li trovate qui, qui e qui), ma da tempo la piattaforma 6come6 ha iniziato a chiedere alle persone di raccontare delle microstorie nella sezione “Che storia” suddivise tra al lavoro, studio, amici, vacanza, tempo libero, con lui/lei, in famiglia per eleggere i ‘Numeri Uno’.

Non si sa se cambieranno i bumper di Italia Uno o se le storie delle persone entreranno in un programma dedicato, sicuramente sarà un’altra iniziativa fatta da Italia Uno con i propri utenti, per un maggior legame, per un maggior senso di appartenenza.

Nel gennaio del 2010, dopo l’esperimento del videoclip di Eden (ne parlo qui), i Subsonica nel loro gruppo Facebook scrivono un post ai fans:

“ed3n2: lo facciamo un esperimento? prendete il vostro pezzo preferito. Ballatevelo davanti alla vostra telecamerina o webcam o qualunque cosa che riprenda. Caricatelo su un account youtube con la tag ed3n2. poi capirete perchè……”.

Era il lancio ai propri fans di Ed3n2, la piattaforma su cui chiunque può caricare il proprio video “danzante” per creare una versione completamente interattiva e “democratica” del clip di Eden.

L’utente registra un video mentre balla il proprio pezzo preferito, lo carica su YouTube ed inserisce il tag ed3n2.

L’applicazione (nata da un’idea di Alessio Granata, progettata e sviluppata da DeeMo e Tomaso Neri) riconosce i video con il tag e crea un video user-generated.
Al termine della visualizzazione ogni utente può introdurre il link di Youtube del proprio contributo in modo che sia incluso; di ogni particolare versione ottenuta si può avere un url specifico da pubblicare e condividere.

Perfetto. Spesso le grandi idee nascono da cose semplici come è in questo caso, dove un semplice tag nasconde in realtà, un potere enorme.


Nel dicembre 2010 a pochi giorni dall’annuncio della partenza del tour, i Subsonica hanno deciso di regalare ai fans un’anticipazione del nuovo lavoro: il videoclip di Eden. Il video è ispirato al work in progress “Don’t stop the dance” dell’artista e fotografo Luca Saini, una video installazione che ha come soggetto centinaia di persone chiamate a ballare il proprio brano preferito davanti ad una telecamera, i Subsonica hanno deciso di mettere a disposizione “Eden” per realizzare un clip dell’opera. Le immagini degli spontanei “ballerini” sono state quindi sincronizzate sulla musica della band.

Luca Saini, nel suo sito, spiega il progetto e la sua filosofia:

“Questo video clip/opera d’arte si è ulteriormente arricchito anche grazie alla partecipazione danzante della band, e al coinvolgimento – mediante il Facebook del gruppo – di una parte dell’affezionatissimo pubblico dei Subsonica, accorso in massa allo storico locale torinese Spazio 211, luogo delle riprese. Persone qualsiasi, performer, ballerini di strada, fan della band e i musicisti stessi di fronte all’obiettivo, liberi e spontanei compongono la sostanza prima di questo emozionante videoclip.

Nasce proprio da questo presupposto il videoclip Eden dei Subsonica dall’idea di condivisione, partecipazione, mettersi in gioco – una poetica ed una metodologia che applico ormai da anni nei miei lavori artistici. Il clip presenta una vibrante danza che ha il ritmo della gioia, della paura, ma anche la tenerezza, l’ego o la timidezza che scopriamo via via nei volti delle persone che vi hanno preso parte. Un condensato di vita in eterno mutamento, esattamente come nella nostra affannata ricerca di un eden interiore che viene con profonda poesia presentata molto bene dai Subsonica nel singolo.

Ottimo.